Tod’s, sale il fatturato
Primo semestre: più 21,8%
Cresce il fatturato di Tod's a 236,8 milioni di euro ossia un 21,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A cambi costanti, i ricavi sono 239 milioni di euro, con un incremento del 22,9% rispetto al 30 giugno 2004. Queste le cifre che il consiglio di amministrazione di Tod's ha approvato ieri relative al primo trimestre 2005.
«Sono molto soddisfatto - ha commentato il presidente e amministratore delegato del gruppo Diego Della Valle - per i dati di fatturato del primo semestre, che confermano la solidità della crescita del gruppo. Questi risultati, sommati al buon inizio delle vendite nei negozi delle collezioni invernali mi fanno essere pienamente fiducioso di conseguire gli obiettivi fissati per il corrente esercizio». Nel primo semestre, sempre secondo i dati preliminari, il marchio Tod's è cresciuto del 23,3% (25% a cambi costanti), mentre Hogan e Fay (per i quali non è significativo l'impatto delle valute) sono cresciuti rispettivamente del 21,3% e del 15,5%. Al 30 giugno, Tod's rappresenta il 60,2% dei ricavi consolidati, Hogan il 25,7% e Fay l'11,6%. Le calzature sono cresciute del 19,4% (20,3% a cambi costanti), mentre i ricavi della pelletteria e accessori sono aumentati del 33% (35,5%) e quelli dell'abbigliamento del 15,9%. Le vendite hanno registrato buona crescita in Asia (più 37,2%), Europa (più 23,6%) e Italia (più 20,2%). Moderato l'aumento nel mercato nordamericano (più 8,3%).
Volata finale
per la riforma
delle Popolari
Passa il principio del voto capitario ma si innalzano i limiti al possesso azionario previsti dall'attuale legislazione. Decolla alla Camera, dopo tre anni di «stop and go», la riforma delle banche popolari. La commissione Finanze ha quasi portato a termine il voto sugli emendamenti al nuovo testo base messo a punto dal relatore, Renzo Patria (Forza Italia). L'articolato approvato prevede inoltre il raddoppio, dallo 0,5% all'1%, il tetto previsto per i singoli azionisti. Gli investitori istituzionali potranno raggiungere il 10% del capitale. A banche, compagnie di assicurazione e fondazioni, sarà consentito possedere fino al 5% di una popolare. Le nuove norme all'esame della Camera prevedono, inoltre, che l'ammissione di nuovi nuovi soci sia sottoposta al gradimento del consiglio di amministrazione e che il numero minimo dei soci non possa mai essere inferiore a duecento.
Saipem, commessa
da 600 milioni
Saipem fornirà e gestirà una nave Fpso (Floating production storage and offloading) per lo sviluppo del giacimento Golfinho, in Brasile, a una profondità di 1.400 metri. La compagnia del gruppo Eni ha firmato con la brasiliana Petrobas un accordo preliminare per un pozzo petrolifero situato nel bacino dell'Espirito Santo. Il contratto ha un valore complessivo di 600 milioni di dollari, durerà nove anni e potrà essere rinnovato per altri tre attraverso l'esercizio di opzioni annuali. La nave verrà installata nella prima parte del 2007, quando sarà avviata la produzione del giacimento. Saipem convertirà una petroliera in una nave Fpso con una capacità di stoccaggio di 1,6 milioni di barili e una capacità produttiva di 100mila barili al giorno. La nave verrà installata nella prima parte del 2007, quando sarà avviata la produzione del giacimento. Si tratta del primo contratto che Saipem si aggiudica non in joint venture nel «Leased Fpso», mercato attualmente in forte crescita.
Autostrade-Sias
Offerta congiunta
sulle strade cilene
L'Impregilo ha accettato ieri l'offerta di Autostrade e Sias per la cessione della gestione di parte della rete autostradale cilena. Le due società hanno presentato congiuntamente un'offerta vincolante da 308,9 milioni di dollari per l'acquisizione del 100% di Costanera Norte, concessionaria autostradale cilena controllata dalla società presieduta da Cesare Romiti. Il capitale di Costanera Norte è attualmente diviso tra Impregilo International Infrastuctures (gruppo Impregilo), con il 77,9%, Empresa Constructora Tecsa e Empresa Constructora Fe Grande con il 10% ciascuna, e Simest con il 2,1%. L'operazione è subordinata alla due diligence da parte di Autostrade e Sias, nonché all'assenso delle banche finanziatrici e del Ministero delle Opere Pubbliche cileno. La società cilena è titolare della concessione di circa 43 km di autostrade urbane nella capitale Santiago. La scadenza della concessione è fissata al 30 giugno 2033.
Tonino e Gianpi: mitici! Ci sarebbe da ridere se il Tonino non fosse il governatore a vita della Banca d'Italia (da baciare sulla fronte) e Fiorani il "prossimo" proprietario dell'Antonveneta, che deve passare da dietro...
Fazio: «Ho messo la firma»
Fiorani: «Ti bacerei in fronte»
di Gianluigi Nuzzi (il Giornale 26.07.05)
Dal 24 giugno scorso il telefono di Giampiero Fiorani, amministratore delegato della Banca popolare italiana, è intercettato ventiquattro ore su ventiquattro. Per un mese esatto gli inquirenti delle Fiamme Gialle hanno registrato tutte le sue conversazioni. A iniziare da quelle con il governatore di Bankitalia Antonio Fazio e con sua moglie Cristina Rosati, sino a quelle con l'imprenditore bresciano Emilio Gnutti.
Nel brogliaccio delle conversazioni, i colloqui si intensificano dopo l'8 luglio quando «viene protocollata la conclusione negativa dell'istruttoria su Bipielle» compiuta dagli ispettori in merito al «controllo di Antonveneta». Quella più significativa risale a qualche giorno dopo, è infatti il 12 luglio e Bankitalia ha appena dato l'ok a Lodi per l'Opas. A mezzanotte trilla il telefono di Fiorani (GF), dall'altra parte della linea c'è il governatore (AF).
AF: «Ti ho svegliato?»
GF: «No, no...».
AF: «Vabbene, ho appena messo la firma». GF: «Tonino, io sono commosso, io ti ringrazio... ti ringrazio... ho la pelle d'oca... io guarda Tonino ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo... so quanto hai sofferto, ho sofferto anch'io con la struttura, con i miei legali e prenderei l'aereo e verrei da te in questo momento se potessi».
Qualche giorno prima, il 5 luglio, quando Abn Amro chiede alla Consob di prorogare i tempi per l'offerta su Antonveneta, Fazio e Fiorani si risentono: AF: «Allora se tu vieni da me verso le 15, le 15.30, stiamo insieme un'ora, un'ora e mezza che... diciamo... perché voglio verificare un insieme di cose».
GF: «Sì, sì... va bene...».
AF: «Allora... l'unica cosa passa come al solito... dal dietro... dietro di là».
GF: «Sì va bene...(...) sennò sono problemi».
Un'altra conversazione risalente al 24 giugno è tra la moglie del governatore, Cristina Rosati, e Fiorani: «I due parlano delle divergenze di vedute - annotano gli inquirenti - tra lo stesso Fiorani e tale Gigi, chiamato anche don Gigi (identificato nel senatore Luigi Grillo, ndr), in merito all'evolversi della situazione e alla fine la signora Fazio e Fiorani stabiliscono un appuntamento telefonico con il governatore».
Fiorani riappende il ricevitore, passa qualche tempo e chiama Chicco Gnutti: «Poco dopo contatta il Gnutti - scrivono gli inquirenti - per ragguagliarlo della situazine. Da questa conversazione si capisce che Fiorani ha parlato con il governatore». Il 27 giugno, invece, Fiorani alle 21. 40 «parla prima con la signora Fazio - è l'annotazione dei finanzieri - e poi con il governatore di ostilità manifestate nei suoi confronti dalla Consob. Ostilità che parrebbero ostruzionismo».
Dal traffico telefonico e dalle conversazioni trascritte, la Guardia di finanza ritiene anche di aver individuato chi all'interno di Bankitalia «sonda il terreno» per conto dell'istituto di Giampiero Fiorani. «E poi risulta - si legge nel documento - che tale Gennaro (identificato in D'Amico Gennaro, dirigente della Banca popolare di Lodi e già funzionario di Bankitalia) è l'uomo della Popolare di Lodi presso Banca d'Italia ed è l'uomo che tiene i rapporti con Frasca (capo della vigilanza, ndr) e con i funzionari della vigilanza. D'Amico fornisce indicazioni a Fiorani su come dovrà muoversi e sugli umori» che raccoglie alla banca centrale.
In altre conversazioni sempre in riferimento a Gigi, Fazio e Fiorani concordano che «non deve parlare più della vicende e deve stare lontano da qui» per qualche tempo. Mentre in un colloquio tra Fiorani e Gnutti sulle valutazioni negative degli ispettori di Bankitalia, il banchiere fa capire all'imprenditore bresciano che avrebbe interessato chi sarebbe potuto intervenire.
TEMPI MODERNI
Passeggiando per corso vittorio emanuele, a pochi passi dal Duomo, ho incontrato un Punkabbestia seduto a terra con tanto di cane che dormicchiava. Davanti a loro un cartoncino, con una richiesta: "Accetto soldi, cibo e BUONI PASTO"...
A quando il pagamento tramite POS?
DE SENECTUTE
Sentirsi vecchio... quando cominciano a ristampare i cd che ascoltavi in "gioventù", magari pure rimasterizzati.
© 2000 - 2005 Se copiate, è gradita la citazione della fonte. Grazie
TORNA A CASA CAPITANO!

Dopo molti giorni trascorsi con la paura di scomparire dal calcio professionistico, dopo avere visto transitare nella gestione della nostra squadra i peggiori personaggi in circolazione, finalmente la nostra squadra, i nostri colori sono tornati ad essere alzati in aria con orgoglio e trasparenza. Quindi grazie di cuore ai nuovi proprietari e in bocca al lupo per questa avventura insieme.
Ma quello che come gruppo organizzato di tifosi del VeneziaMestre, siamo da oggi a lanciare è un'appello che speriamo venga sostenuto da tutta la tifoseria arancioneroverde: Paolo Poggi torna a casa!
Ora tocca a te dare un segnale, come quello che avevi dato 3 anni fa lasciando la serie A per venire a salvarci, ad attenderti troverai una città pronta a riconsegnarti la bandiera della rinascita e una leadership che resterà nella storia del calcio arancioneroverde.
Sicuri che un tuo ritorno sarebbe ben accetto anche dai nuovi proprietari aspettiamo con ansia di avere con noi di nuovo la nostra bandiera.
Torna a casa capitano!
Goc VeneziaMestre F.c.
(Gruppo Oronzo Canà 2000)


RINASCITA. Come passare in cinque giorni, dall'inferno (cancellazione per debiti del Venezia 1907 e di tutta la sua gloriosa storia) al paradiso (che per noi è la serie C/2).
Guaraldo e compagni: un gruppo forte per il Venezia
Il sindaco Cacciari: «Ora uno stadio stile Amsterdam»
Lorenzo Marinese, sessantasette anni di Termini Imerese è il nuovo presidente del Venezia che sarà iscritto alla serie C2. Questo il risultato dell'asta svoltasi ieri mattina in Tribunale a Venezia dopo il fallimento del sodalizio lagunare e durata meno di quaranta minuti nonostante un giallo: il prezzo pagato è di 500mila euro.

La Bocconi a Shangai
dà lezioni di «fashion»
La cooperazione tra Europa e Cina passa anche attraverso la formazione lo scambio di studenti e professori delle «capitali» della moda, Milano e Parigi. L'argomento è stato al centro del workshop sul «Management nel settore moda», che si è svolto allo Starring Building di Shanghai, sede dell'Università cinese Fudan. A trattare il tema è stata Stefania Saviolo, direttrice del «Master in Fashion & Design» alla Bocconi di Milano. Durante la giornata sono stati analizzati i problemi del settore tessile, con una particolare attenzione ai beni di lusso.
A Shangai le business school Bocconi, Essec Parigi e Fudan hanno, in pratica, messo nero su bianco a un'iniziativa che tende a promuovere la collaborazione tra il sistema italiano ed europeo e il gigante cinese.
Il «Building Competencies in Fashion & Luxury Management: a Eu-China cooperation», è infatti finanziato dalla Ue nell'ambito del programma Asia Link. Il progetto vede collaborare l'Università Bocconi di Milano (capofila in virtù del Master in Fashion Experience and Design Management della Sda), l'Essec Business School di Parigi e la Fudan University di Shanghai con l'obiettivo di creare, in Europa e Cina, competenze e profili manageriali innovativi sul tema del brand e fashion management. E questo avviene anche attraverso lo scambio tra studenti e professori dei Paesi interessati. Per un mese una quarantina di studenti della Bocconi si fermeranno a Shangai per approfondire tutte le tematiche dell'economia cinese. L'attenzione per la situazione dell'Estremo Oriente e asiatica è presente da tempo con analisi, corsi universitari, studi e libri da parte della Bocconi. L'ultimo lavoro, redatto da Maria Weber, si intitola «Il dragone e l'aquila» e riguarda la sfida economica tra gli Stati Uniti e la Cina.
Sulla vicenda WorldCom si scontrano i pezzi grossi del giornalismo
from the Usa: Il Corrierone schiera il corrispondente Ennio Carretto,
La Repubblica risponde con il Vittorio Zucconi, il Giornale più
modestamente il sottoscritto (from milàn)...
Scandalo WorldCom
Ebbers condannato
a 25 anni di carcere
Nicola Brillo
da Milano
È arrivata ieri, pesantissima, la condanna per l'ex numero uno della WorldCom, Bernard Ebbers: 25 anni di carcere, che per una persona di 64 anni equivale al carcere a vita. Si conclude nel peggiore dei modi la storia, tipicamente americana del «self made man», dell'uomo che ha fondato la WorldCom, seconda società telefonica negli Usa, e l'ha portata a diventare un gigante delle telecomunicazioni per poi finire in uno scandalo finanziario. Uno dei crac più noti della finanza americana, al pari di Enron.
Il giudice del tribunale di New York Barbara Jones ha sposato in pieno le richieste dell'accusa, quelle di una sentenza «esemplare» per sanzionare il manager riconosciuto come la mente della maxi-truffa da 11 miliardi di dollari: «Ebbers - ha dichiarato prima di leggere la sentenza nel tribunale di Manhattan - è stato l'istigatore della frode». L'ex ad di WorldCom, che ora si chiama Mci ed è stata acquistata da Verizon, fu il creatore della contabilità «parallela», nata per occultare l'effettiva situazione del bilancio del colosso con sede a Clinton, nel Mississippi. L'ex Ceo, riconosciuto colpevole a marzo per frode, cospirazione e falso in bilancio, si è sempre difeso dichiarando di «non sapere».
Ieri, alla lettura della sentenza si è messo la testa tra le mani ed ha abbandonato l'aula, rifiutandosi di rispondere alle domande dei cronisti. E i suoi legali hanno annunciato che presenteranno appello. Dal 12 ottobre «the folksy entrepreneur» (l'imprenditore «ruspante»), come era stato ribattezzato dalla stampa americana, verrà rinchiuso nel carcere federale di Yazoo City, nel Mississippi.
Per l'accusa i danni subiti dagli investitori sono stati pari ad almeno 2 miliardi di dollari. Si chiude con una pesante condanna, la più lunga comminata ad un Ceo nella storia giudiziaria Usa, il primo grado in sede penale. Il procedimento civile ha visto l'ex fondatore di WorldCom versare cash 5 milioni di dollari. E conferire tutti i suoi asset (case, altri immobili e beni di vario genere, stimati in 30-45 milioni) a un trust che liquiderà i danneggiati.
Quella di Ebbers non è stata comunque l'unica condanna dura successiva all'ondata di scandali che ha interessato il business Usa. Poche settimane fa sono stati giudicati colpevoli l'ottantenne John Rigas fondatore di Adelphia e il figlio Timothy: a settembre andranno in carcere per 15 e 20 anni. Altre sentenze sono in arrivo: in agosto, per il caso Tyco, Dennis Kozlowski e il direttore finanziario Mark Swartz conosceranno l'entità della loro pena detentiva. Mentre l'anno prossimo inizierà il processo al numero uno di Enron, Kenneth Lay, pronto a battere il «record» di Bernie.