note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
mercoledì, 30 novembre 2005

PRESIDENTE HACKER

Berlusconi con l'approvazione della ex Cirielli, la legge italiana sulla prescrizione dei processi, concede "immunità totale" agli hacker, dimezzando i tempi della prescrizione. Di fatto affonda la "maggioranza dei procedimenti pendenti" contro i criminali dello spettacolo, cioé i falsificatori di film e di compact disc, di software e dei libri. La Mpaa, la più potente associazione del cinema americano, ha scritto all'ambasciatore italiano negli Usa, per protestare contro il varo del provvedimento.

Gli hacker made in Italy ringraziano il Presidente, in questo campo realmente "liberatore".

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mercoledì, 30 novembre 2005

LA FINESTRA DI PASOLINI
L’amico Zigaina, a trent'anni di distanza, riapre con un libro la discussione sulla sua morte

Rifiuti del dopoguerra: vetri, pezzi di cemento, ferri e filo spinato. Sui prati incurati della periferia romana, la sporciazia è un po’ ovunque. All’orizzonte gli scheletri dei palazzoni in costruzione, che per gli abitanti del posto erano grattacieli.
Questo si poteva scorgere dalla finestra dell’abitazione, che ha ospitato Pier Paolo Pasolini per otto anni dal 1954. In un appartamento a Monteverde, al quarto piano di via Fonteiana 86, c’è il punto privilegiato del poeta friuliano sulla realtà, qui compose uno dei suoi romanzi più noti “Ragazzi di vita”. E questa sarà la sua finestra nelle viscere della periferia romana. Dietro questa finestra costruisce la sua fama di scrittore, poeta, provocatore e regista. Qui vengono a trovarlo Elsa Morante, Moravia, Bertolucci, Fellini.
Dalla finestra si potevano scorgere i “regazzini e pischielli”, che entrano nei suoi romanzi, che giocano sui “prati zellosi di Donna Olimpia”.
Qui c’era arrivato assieme alla madre, in fuga da Casarsa del Friuli, dove era stato accusato di aver molestato un ragazzino. Aveva perduto il lavoro e per la sua omosessualità dichiarata era stato espulso dal Partito Comunista. Oggi come allora alla guardiola dello stabile c’è la portinaia Gianna, che lo ricorda come una persona taciturna, ma gentile. È tra le mura di questo stabile che il pittore e amico d’infanzia Giuseppe Zigaina presentò Maria Callas a Pier Paolo Pasolini. All’amico friulano si deve il sodalizio con l’attrice, dal quale nasce il film Medea. L’attrice “recita” la morte, mediante la rottura dell’osso del collo e poi lo schiacciamento dello sterno, triste presagio di quello che accadrà di lì a qualche anno. Una delle molte coincidenze che “mescolano” la sua vita con i suoi film e scritti.
Colpevole dell’uccisione di Pasolini, secondo il processo, sarà il minorenne Pelosi. Ma la sentenza suscita ancora perplessità, incompleta per molti la verità stabilita. E molto altro c’è da raccontare di quello che avvenne esattamente sulla spiaggia di Ostia quella notte.
“Quella morte è stata l’espressione suprema e trasgressiva del suo linguaggio, il senso che determina il senso e quindi la resurrezione dei segni sparsi apposta per metà della sua vita – ricorda a Repubblica, Giuseppe Zigaina, che in questi giorni presenta il suo libro “Pasolini e la morte” (Marsilio) –. Gli ultimi anni di Pasolini sono solo un conto alla rovescia. In mille modi ha chiesto ai lettori di sospendere il giudizio sulle sue profezie fino al gesto ultimo”. Fino alla spiaggia di Ostia antica, la notte del primo novembre di trenta anni fa. “Il giovane omicida Pelosi racconta di aver raccolto il bastone offertogli aggressivamente da Pasolini e di averlo colpito, poi sono arrivati quelli che lo investirono con l’automobile”, prosegue Zigaina. E sottolinea altre coincidenze: “Tutti i protagonisti delle sue opere e dei suoi film muoiono di domenica, e per di più nel giorno dei morti”. Nel film “Vangelo di Matteo” sceglie di mettere la sua vera madre sotto la croce, “un avvertimento della sua scelta di morire”.
La vita e produzione letteraria e cinematografica di Pasolini, secondo Zigaina, sarebbe un continuo rimando al tema della morte dell’autore. E anche il luogo scelto è ricco di “precedenti”: “Un luogo saturo di simboli, Ostia era spazio di sacrifici umani almeno dal Duemila avanti Cristo, il nome può venire da “Hostia”, vittima sacrificale oppure “Os”, foce e dove il fiume finisce: qui vennero giustiziati i fratelli Gracchi, autori delle riforme agricole”. La sua volontà di farla finita la fece presente a Elsa Morante con la quale manteneva una relazione epistolare, già nel 1969, presagendo che a farlo fuori sarebbe stato un minorenne.
Nel 1970 Pasolini scrisse: “I registi martiri si trovano sempre sul fronte delle trasgressioni linguistiche, a furia di provocare, essi finiscono con l’ottenere ciò che aggressivamente vogliono: essere feriti e uccisi con le stesse armi che essi stessi offrono al nemico”. Pier Paolo Pasolini, cinque anni dopo, ha ottenuto ciò che Zigaina ritiene avesse sempre cercato. Chiusa per sempre la “particolare” finestra di Pasolini sul mondo.

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lunedì, 28 novembre 2005

SULLA POLTRONA DEL DENTISTA

Nei giorni scorsi in una cittadina del Nordest, in una sala riservata di un albergo, si è tenuto un esame per accedere ad un'associazione di categoria di odontotecnici.  Il candidato arrivava da Napoli in compagnia della sua nuova ragazza. Prima di sottoporsi al temibile esame aggancia il presidente della commissione, per chiedere un favore.
"Presidente una cortesia - dice il giovane - la mia ragazza vorrebbe seguire l'esame".
"Nessun problema, la faccia accomodare".
"Però io e la mia ragazza ci siamo conosciuti poco tempo fa nel mio studio dentistico, era una mia paziente..Lei crede che io sia un dottore, mi "chiami" dentista... Facimme 'u piacere".

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venerdì, 25 novembre 2005

CIAO GEORGE




L'ex giocatore del Manchester United George Best si è spento all'età di 59 anni per una grave infezione epatica. Stavolta il dribbling del funambolo, nel calcio come nella vita, non e' riuscito: il fegato non ha piu' retto. Stroncato a 59 anni da una infezione epatica e' morto il mito, il nord-irlandese George Best. ''The best'' (il migliore), per i numeri e i gol che lasciavano a bocca aperta chi lo andava ad ammirare sui campo da gioco, ma anche ''the beast'' (la bestia), per gli eccessi che gli ha procurato l'unico avversario da cui non e' mai stato in grado di smarcarsi: la bottiglia. (ansa)
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venerdì, 25 novembre 2005

EGUAGLIANZA vs LIBERTA'

"I popoli democratici hanno un gusto naturale per la libertà. Per l'eguaglianza hanno una passione ardente, insaziabile, eterna, invincibile; vogliono l'eguaglianza nella libertà e, se non possono ottenerla, la vogliono anche nella schiavitù".

La democrazia in America, Alexis de Tocqueville
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giovedì, 24 novembre 2005

BLOC PARTY LIVE!!!



Concerto indie-pop ieri sera al New Age, in quel di Roncade, con i Bloc Party. Un live nel quale la band inglese ha sparato tutto il suo repertorio, il primo disco (Allarme silenzioso) con un paio di inediti. Il tutto per oltre un'ora di spettacolo: schitarrate e  drumming tiratissimi. Alla voce Kele Okereke, grande presenza che pesca da Morrissey/Smith e Buzzcocks, una voce che trascina tutti i presenti. Body surfing compresi.
Tra un settimana i Blondred Head. Facciamoci del male (economicamente).
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mercoledì, 23 novembre 2005

BRUCIO, DUNQUE SONO

Resta da stabilire a quale Francia appartengano gli incendiari nichilisti. Dove abbiano imparato che essere forti significa essere in grado di nuocere. Più distruggi, più conti, più sarai rispettato. La Francia, di destra come di sinistra, farebbe bene amirarsi nello specchio che le tendono gli sputafuoco delle nostre periferie. Chi pretende di governare l’Europa in assoluta minoranza, chi si assume il rischio di paralizzare l’Unione e vanificare cinquant’anni di sforzi costruttivi? La diplomazia francese si comporta come se le relazioni internazionali non fossero che rapporti di forza. Una simile opzione nichilista sortisce i suoi effetti interni. La negazione del diritto agisce da combustibile a tutti i livelli. Le nostre banlieues sono totalmente francesi. Gli incendiari sono integrati, ma in un Paese attraversato da venti d’odio.


André Glucksmann, sui recenti disordini nelle banlieue parigine
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mercoledì, 23 novembre 2005

CONDONI A SINISTRA
Roberto Benigni, Adriano Celentano, Beppe Grillo e Flavia Franzoni in Prodi utilizzano «i diabolici mezzi» varati dal governo Berlusconi


I giornalisti Felice Manti e Claudia B. Solimei del Giornale rilanciano un'inchiestra del Tempo dalla quale risulta che:


"E così si scopre che Benigni, Celentano e Grillo, in rigoroso ordine alfabetico, hanno pensato bene di approfittare delle stesse leggi che sbeffeggiavano dal palco, come ha dimostrato l'inchiesta del quotidiano romano Il Tempo. L'attenzione dei tre showman si è soffermata sulla sanatoria fiscale del 2003, previsto dalla legge finanziaria del 2002. Volgarmente detta condono".

Mentre dalla dichiarazione dei redditi della signora Flavia Franzoni, moglie di Prodi, ne esce:
 
"Se si spulciano i bilanci della Aquitania srl, come ha fatto il quotidiano Il Tempo, si scopre che questa società ha sede a Bologna in via Castiglione 21 nello studio dell'amico e commercialista di fiducia Piero Gnudi. Ma soprattutto si viene a sapere che l'Aquitania ha come soci al 50% la signora Flavia Franzoni, sposata Prodi, e una società di consulenza, la Simbuleia spa, con sede sociale allo stesso indirizzo. (...) Salvo un piccolo, ma significativo particolare: nel 2003 la società della signora Prodi ha usufruito proprio di uno di quei «diabolici» condoni fiscali varati dal governo Berlusconi".
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martedì, 22 novembre 2005

Vittorio Feltri sullo stato laico

“La cattolicizzazione della creatura berlusconiana, a seguito dell’evento di ieri, è ufficiale. Quantomeno è tutto più chiaro: i laici liberali, ammesso che ve ne siano, sono consapevoli di non avere più rappresentanza. Vagheranno da un Polo all’altro alla ricerca di ciò che non esiste: autonomia dai preti. Consiglio loro di rassegnarsi”
Libero
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martedì, 22 novembre 2005

Un blog in internet che mi riguarda. Lo scrivente ha tralasciato una battuta su un gruppo di passeggeri di colore... politically uncorrect.


TAXI DRIVER

Torno dopo un lungo periodo di meditazione e di ricerca introspettiva, mi scuso con i miei lettori che per mesi volevano leggere i miei “articoli” ma non li trovavano.
Sono tornato da alcune settimane da Milano dove sono andato a trovare un conoscente che da un po’ di mesi lavora nella città meneghina. L’ultima sera della mia permanenza decidiamo di darci alla pazza gioia e di andare per i Navigli dove la giovane e aitante Milano vive di notte. Torniamo con un taxi. Il tassista, o il tassinaro per dirla alla Sordi, parlando del più e del meno tocca l’argomento Berlusconi e se ne viene fuori con una frase, in stretto dialetto milanese, che mi ha fatto scoppiare dalle risate. “Berlusconi avrà fatto grande il Milan, ma ha fatto piccolo te”. Strepitoso tassista che non vedrò mai più, sei un grande.

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Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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