MANI PULITE. A VOLTE RITORNANO
Filippo Facci, giornalista del Giornale, sta sulla palle a quasi tutti. Ma a volte merita di essere letto. Una delle volte è questa: su un personaggio poco conosciuto, l'avvocato Federico Stella, ma che ne sa di cose su Tangentopli e non solo.
"Molti, per esempio, hanno rilevato che l'inchiesta sulla scalata della Banca di Lodi, quella che in sostanza divide il salotto buono dal salotto cattivo della finanza italiana, è nata da un esposto firmato da un legale che lavora nello studio del professor Federico Stella.
Ebbene: l'inchiesta architrave di Mani pulite, l'inchiesta Enimont del 1993, quella che divise l'Eni buono dall'Eni cattivo e così pure i citati salotti, ebbe tra i sicuri protagonisti proprio lo studio del professor Federico Stella, sorta di eminenza grigia che spunta regolarmente dietro i più dirompenti terremoti politico-economico-giudiziari del Paese. Stella, docente all'Università Cattolica, legale dell'Eni in eccellenti rapporti con Romano Prodi e coi vertici dell'Espresso, in particolare sintonia coi pm Gherardo Colombo e Francesco Greco e col parlamentare diessino Luciano Violante, all'esordio di Mani pulite fu il legale dei primi imprenditori «pentiti» che rovesciarono ogni colpa sulla classe politica. Fu il legale dell'Assolombarda che propose una legge per uscire da Tangentopoli e fu il legale che due anni dopo la ripropose assieme ad alcuni magistrati del Pool promettendo l'impunità per i corruttori che avessero collaborato: e ricordiamo che nell'autunno del 1994, nell'ottica degli inquirenti, a non aver collaborato era rimasto un solo gruppo imprenditoriale. Stella fu acclarato ghostwriter di Antonio Di Pietro all'Università di Castellanza e così pure, docente alla stessa università, risulta anche Mario Zanchetti, il legale dello studio Stella già autore materiale dell'esposto contro la banca di Lodi. Ma Stella, si diceva, fu soprattutto il legale che difese imputati e testimoni dell'Eni con posizioni anche tra loro contrastanti: tra questi Lorenzo Necci, Franco Reviglio, Paolo Ciaccia, Antonio Sernia e Franco Bernabè".