VIETATO CRITICARE IL CRITICO (SANTORO)
Aldo Grasso sull'inserto del “Corriere della Sera” Sette parla della censura subita da Massimo Del Papa e sulle minacce del gruppo di Santoro verso "Articolo 21" e verso lo stesso Del Papa. Riassumendo: Massimo del Papa, giornalista free-lance, critica AnnoZero sul sito Articolo 21, quelli del sito si dissociano (?) dal commento e Santoro, Ruotolo e Vauro si dimettono dal sito con questa incredibile motivazione: "Nella nostra storia professionale abbiamo sempre rispettato le critiche, anche le più ingiuste. Ma dal momento che voi sembrate così ansiosi di criticarci riteniamo più giusto che possiate farlo con tutte le libertà del caso. Per questo motivo ci dimettiamo da Articolo21".
Un mio post sulla questione è stato prima pubblicato su Articolo21 e poi CENSURATO. Orrore! Ricorrerò anch'io a Strasburgo, voglio un seggio al Parlamento Europeo con il Pdci, dal quale mi dimetterò per dar vita a AnnoSottoZero.
Quando la guerra tira meno, per i produttori di tecnologia militare la soluzione è occuparsi di immigrazione. Così negli Stati Uniti la multinazionale dell’aviazione Boeing ha ottenuto dall’amministrazione un appalto da 2,5 miliardi di dollari per creare una difesa a Nord e Sud del Paese, già abitato da una popolazione di oltre 11 milioni di clandestini. L’opera correrà lungo i 3.326 chilometri che separano il Messico dagli Usa e i 6.416 tra Canada e Usa. Saranno costruite 1.800 torrette equipaggiate con video-camere e sensori notturni, il tutto collegato a un sofisticato computer. Ogni anno sono migliaia le persone che passano la frontiera illegalmente e a nulla sono valsi gli investimenti sinora fatti per fermare il fenomeno. Una realtà, specie quella dei migranti tra il Centro e Nord America, molto diffusa, tanto che il governo del Messico ha distribuito un libretto, la Guìa del Migrante, con i consigli su come comportarsi in caso di arresto. Dal 1995 il Governo Usa ha aumentato la spesa annua di protezione delle frontiere da 1,2 miliardi di dollari a 12,7 miliardi e aumentato gli agenti di confine da 5mila a oltre 12.300. Ciò nonostante il numero di clandestini è più che raddoppiato in dieci anni, da 5 agli 11 milioni attuali. Il Dipartimento americano per la sicurezza interna ha speso dal 1998 ben 429 milioni di dollari solo per la videosorveglianza del confine. Ma dopo anni nemmeno la metà delle telecamere è stata ancora messa in funzione, il 60% degli allarmi non sono stati presi in considerazione e il 90% è risultato falso. Solo l’1% dei clandestini è stato arrestato. Una storia di grossi investimenti e scarsi risultati. Ma forse il problema è altrove: la metà degli immigrati clandestini, in realtà, sono entrati negli Usa con visti turistici o documenti falsi. E qui i sistemi supersofisticati lungo il confine possono fare ben poco.
su Finanza&Mercati di oggi
E' ARRIVATO UN FRATELLINO
Via al merger Lavorint-ErreEmme
Sottoscritto l’accordo: «Saremo interlocutore unico per le aziende»
E riguardo la quotazione: «È prematura, ma non la escludiamo»
«Matrimonio d’interesse» tra Lavorint, agenzia per il lavoro, e ErreEmme, società di executive search di quadri e dirigenti. «È il mercato del lavoro a richiederlo. O ti accorpi, oppure rischi di uscire», commentano i diretti interessati. «Il nostro progetto prevede di integrare la ricerca e la selezione degli alti livelli ai servizi complementari, salvaguardando la qualità e la competenza - spiega a Finanza & Mercati, Alessandro Della Vedova, partner di ErreEmme - Nel 2007 saremo su tutto il territorio nazionale, anche se i marchi resteranno separati».
Lavorint, holding attiva da cinque anni nel ramo delle risorse umane, conta 50 filiali in Italia e un fatturato previsto per il 2006 di 65 milioni di euro. Il partner ErreEmme, fondato nel 1990, è una società di head hunting con sedi a Milano e Bologna. «A Lavorint mancava il settore executive - spiega a F&M Enrico de Waal, consigliere di amministrazione di Lavorint - allarghiamo così la gamma di servizi ad alto valore per i nostri clienti». E alla domanda su un’eventuale quotazione, i manager rispondono: «Prematura ma il nostro percorso va in questa direzione».
su Finanza&Mercati di oggi
Metro va in rete con Blogo.it
News online a Milano e Roma
Blogger, giornalisti ed esperti racconteranno le città dal basso
Obiettivo: moltiplicare la raccolta pubblicitaria grazie a Internet
L’intervista al taxista o all’artigiano di quartiere, consigli per lo shopping o i locali di tendenza. Tutto quello che non «entra» nei giornali, ora ha trovato il modo di «uscire». Su internet. Da oggi due nuovi blog cittadini 06blog.it e 02blog.it, dedicati alla vita urbana di Roma e Milano, sono online per diffondere le notizie «dal basso». È questo il risultato della partnership tra Edizioni Metro, filiale italiana del gruppo free press svedese, e da Blogo.it, piattaforma di blog tematici specializzati. Ci lavoreranno una decina di blogger, giornalisti ed esperti, per raccontare le città: dalla politica alla cultura, dallo sport agli eventi serali. «All’idea di blog orizzontali, dedicati alle città, ci stavamo pensando da un po’ - spiega a Finanza&Mercati Marco Magnocavallo, ad di Blogo, società che gestisce 27 blog per oltre 2 milioni di utenti unici nell’ultimo mese - Forniremo contenuti di taglio diverso da quello dei giornali, per tono e linguaggio, con la possibilità per i lettori di commentare». E presto si potranno inviare foto e mms alla redazione perché vengano pubblicati. Un grande editore unisce così le forze a un nanopublisher per diffondere un nuovo tipo di informazione. «È la prima volta che un quotidiano apre la sua redazione a questo nuovo modo di fare comunicazione - ha spiegato Luca Morpurgo, direttore generale di Metro Italia - apriamo in questo modo un nuovo canale di interazione con i nostri lettori».
I costi verranno coperti dalla raccolta pubblicitaria, effettuata direttamente da Blogo e dalla rete commerciale di Metro. E grossi nomi, come Ducati, hanno creduto all’iniziativa.
Nel 2007 i lavoratori di tutto il mondo avranno le tasche più piene. O meglio, in media il potere di acquisto dei salariati crescerà dell’1,9% a fronte di stipendi in crescita del 5,9 per cento. Ma al di là del dato medio - decisamente positivo - l’analisi dei casi nazionali rivela una grande differenza tra i vari Paesi, dove chi deve fare i conti con un’elevata inflazione è inevitabilmente destinato ad avvicinarsi alla povertà. Chi se la passerà bene sono i lavoratori dei mercati emergenti dell’Est Europa, che avranno aumenti maggiori rispetto ai colleghi dell’Europa Occidentale. E nonostante la crescita economica registrata da Usa e Canada, il livello d’inflazione in questi Paesi dovrebbe rimanere stabile, con una prospettiva di crescita degli stipendi del 3,7 per cento. I dati provengono da uno studio di Mercer Human Resource, multinazionale di consulenza per le risorse umane e finanziarie, che ha preso in esame gli stipendi di impiegati, tecnici, manager e senior executive. Per il 2007 gli aumenti più alti si avranno in Lettonia: nella ex Repubblica Sovietica l’incremento salariale sarà pari all’11,1% rispetto al 2006, mentre l’inflazione si attesterà a 4,3% e gli stipendi reali cresceranno quindi del 6,8 per cento. Altri Paesi in cui nel 2007 i lavoratori diventeranno più ricchi in termini reali sono il Paraguay (+6,4% la previsione di retribuzione sopra il tasso di inflazione), la Cina (+5%), l’Indonesia (+4,8%) e la Repubblica Dominicana (+4,8%). Sarà solo un’illusione invece l’incremento del 17,4% che arriverà nelle tasche dei lavoratori venezuelani, praticamente reso nullo dalla crescita dei prezzi che nel paese sudamericano sarà pari al 17,3 per cento. Chi starà ancora peggio è il Portorico con i salari che aumenteranno del 4,5%, ma con l’inflazione galoppante al 9%, il potere d’acquisto perderà il 4,5% rispetto al 2006. E l’Italia? Lo stipendio reale qui aumenterà dell’1,5%, il risultato di un incremento dei prezzi del 2,2% e del 3,7% dei salari.
su Finanza&Mercati di oggi
Suez è undervalued. Nuovi ostacoli sulla via della fusione tra Gaz de France e Suez. Il fondo di investimento americano Knight Vinke, che ha una quota di minoranza in Suez, vuole una revisione delle condizioni finanziarie del progetto, che prevede una fusione tra eguali. «L’operazione non è accettabile alle condizioni attuali - ha dichiarato il presidente del fondo, Eric Knight - Se le condizioni dell’offerta non verranno sostanzialmente riviste gli azionisti voteranno contro». A fianco di Knight ci sarebbero 18 tra i venti fondi di investimento stranieri che possiedono ciascuno tra da uno a venti milioni di titoli della società francese. Knight riunirà il 20% degli azionisti di Suez per fare sentire il dissenso alla prossima assemblea dei soci.
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SANTORO, LA NUOVA TV DI LOTTA E DI GOVERNO
Murdoch sul cellulare con le suonerie Jamba
La News Corp del magnate australiano acquista da VeriSign il gruppo tedesco per 188 mln di $. Potrà veicolare contenuti come giochi e sfondi per telefonini a 1 miliardo di potenziali clienti
La News Corp di Rupert Murdoch conquista il controllo delle suonerie di Jamba per 188 milioni di dollari. Il tycoon australiano ha siglato ieri l’intesa con VeriSign, proprietaria della multinazionale tedesca fornitrice di servizi «Vas» (suonerie, giochi, immagini e sfondi) per cellulari. Nel pieno delle trattative con Telecom Italia per la fornitura di contenuti alla piattaforma a banda larga (già firmato il contratto per i film della 20th Century Fox su Alice), Murdoch punta anche sulla telefonia mobile. E con l’accoppiata Jamba-Fox Mobile diventa il più grande fornitore di mobile entertainment del mondo, con un accesso potenziale di oltre un miliardo di utenti. VeriSign, società Usa attiva nel settore della protezione delle reti, aveva acquistato nel 2004 per 273 milioni Jamba, fondata da tre fratelli di Berlino. Oggi la società si è sviluppata in molti Paesi, e impiega 500 dipendenti. Nel secondo semestre, Jamba (che conta tra i rivali l’italiana Buongiorno) e la controllata Usa Jamster, hanno avuto ricavi per 74 milioni di dollari. Ora Murdoch potrà veicolare attraverso i clienti Jamba le nuove miniserie tv create appositamente da Fox. Il magnate australiano si dimostra abile a fiutare nuove opportunità di business. Negli anni scorsi aveva mostrato diffidenza verso il web. Salvo poi ricredersi: a maggio dello scorso anno ha acquistato per 580 milioni MySpace, la più grande comunità Internet al mondo. E con Jamba si prepara a conquistare i contenuti per la telefonia mobile.
Gli americani si curano al supermercato
Chi pensa che in Italia la vendita di farmaci da banco al supermercato sia stata un’ardita rivoluzione dovrebbe dare un’occhiata ai supermarket americani. Alle catene Wal Mart e Cvs per esempio, dove oltre a comprare medicine ci si può far visitare da medici specializzati. Un business, stimato in 10 miliardi di dollari, sul quale si sono lanciati subito i big della grossa distribuzione Usa, pronti ad aprire nei prossimi cinque anni oltre 5mila nuovi ambulatori. Una rivoluzione che dovrebbe introdurre anche nei tariffari delle visite mediche il risparmio che si è verificato dopo la liberalizzazione della vendita dei medicinali da banco e che risulta evidente confrontando i prezzi praticati negli Stati Uniti e in Italia. Tra gli operatori del settore c’è la MinuteClinic, società con un fatturato di 20 milioni di dollari, 86 ambulatori in 10 diversi Stati degli Usa, di cui 68 nei drugstore Cvs. Altri 1.500 saranno aperti da Cvs nei prossimi anni, come ha dichiarato il ceo Tom Ryan. Nel frattempo i primi clienti-pazienti si dicono soddisfatti per la velocità degli interventi senza code e il risparmio. Ma i medici dell’American Medical Association hanno invitato i clienti a fare attenzione: non bisogna fermarsi a un primo responso in questi ambulatori, ma recarsi anche in centri specializzati. Da un sondaggio tra i medici di base Usa emerge che il 20% si dice favorevole a tali centri, mentre il 70% dichiara di «non amare» il servizio, pur riconoscendone l’importanza. Il 10% si dice contrario. Dalla loro i nuovi ambulatori hanno un vantaggio inequivocabile: i prezzi - in media 50 dollari a visita - sono fino a 8 volte inferiori a quelli di mercato. Anche le assicurazioni sanitarie si stanno organizzando per far fronte alle nuove richieste. Aetna, la terza compagnia americana, la scorsa settimana ha sottoscritto un accordo con MinuteClinic per inserire la catena di ambulatori nei servizi coperti.
su Finanza&Mercati di oggi
UNDICI SETTEMBRE (MENO DUE)

Per molti il presagio di quello che sarebbe successo cinque anni fa alle Torri Gemelle lo si vide nell'uccisione del Leone del Panjshir. Nemico numero uno dei Talebani, Ahamad Shah Massoud. Il destino lo ha voluto Mujahidin, combattente per la libertà dell'Afghanistan fino alla fine. Iniziò la lotta con solo 20 uomini, 10 kalashnikov, una mitragliatrice e due lancia-razzi. Nel corso di poco più di venti anni ha sconfitto il dittatore afghano Muhammad Daoud e l'Armata Rossa dell'Unione Sovietica. E' sfuggito ad innumerevoli accerchiamenti dei generali russi ed è stato in grado di tenere in scacco le orde nere dei Taliban. Ne hanno fatto un mito. Fino ad un finto giornalista che il 9 settembre di cinque anni fa ha fatto scoppiare la bomba che nascondeva nella telecamera. Mittente: Al Qaeda.
Il sogno di Massoud era l'emancipazione delle donne dal ruolo che tradizionalmente è a loro riservato in Afghanistan. Ha difeso per anni la sua gente nella valle del Panjshir dalla follia dei Taliban, combattendo per un Islam democratico ed un Afghanistan libero. Mentre in Europa, salvo rari casi, e Usa non si accorgevano di nulla. E si preferiva guardare altrove. Oggi se ne pagano le conseguenze.