note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
lunedì, 30 aprile 2007

UN'USCITA ONOREVOLE

finanza_mercati


Si è conclusa con la vittoria sulla squadra di Panorama per 7-2 (superflui i mie due bellissimissimi gol) la nostra avventura nella Press League. Le due sconfitte iniziali con Sky e Ifg avevano già decretato la nostra esclusione.
Questa la nostra figurina di squadra. In piedi da sinistra: il portierone Marco, la Canduccia, la Petruccia, il Bassetta. Accosciati da sinistra il Guada, la Scrolla e lo scrivente.

 

 

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categoria: press league


lunedì, 30 aprile 2007

Stoccolma libera il centro città
grazie al pedaggio "dinamico"

Focardi (Ibm): «Un referendum ha approvato il piano». Che in 7mesi ha ridotto del 25%i picchi delle auto consentendo all’amministrazione di raccogliere 50 mln di euro

Il problema del traffico urbano affligge tutte le città, comprese quelle del Nord Europa. Ma ciò che differenzia le amministrazioni pubbliche di quei paesi è l’approccio pratico nel risolvere i problemi. Stoccolma, per esempio, ha raggiunto l’obiettivo di ridurre la congestione del traffico con la tecnologia, attraverso un sistema di pedaggio urbano computerizzato che ha ridotto le code in centro fino al 25%. Tra gli obiettivi raggiunti anche la riduzione sensibile dei picchi del traffico merci che passa per il centro, che in sette mesi sono calati del 3% nella fascia oraria dalle 13 alle 14 e del 4% in quella successiva dalle 14 alle 15. Il nuovo sistema, in atto dal 17 settembre 2006 dopo un referendum che ha avuto il 60% di suffragi a favore, consente di «tassare» l’utilizzo delle strade in maniera differenziata, garantendo la trasparenza dell’operazione agli automobilisti. Stoccolma si è affidata a Ibm per gestire il progetto, come già in passato avevano fatto altre città (Singapore) o interi stati come Canada e Gran Bretagna. Ma la soluzione della capitale svedese è più complessa e innovativa: prevede il pagamento del pedaggio ogniqualvolta il veicolo di un cittadino svedese, non appartenente a categoria esente, attraversa, in ingresso o in uscita, il cordone perimetrale del centro città, che misura 47 chilometri quadrati. Nel caso in cui il veicolo sia equipaggiato con uno specifico transponder, questo trasmette un segnale radio ricevuto dai portali di accesso, altrimenti il veicolo è rilevato da un laser che attiva una ripresa fotografica digitale della targa. Queste informazioni sono raccolte centralmente e confrontate con i dati di registrazione del veicolo e del proprietario. La tariffa non è sempre uguale, ma viene calcolata in base a orario del transito, veicolo, proprietario, storia dei passaggi. «Gli obiettivi dell’intervento sono stati posti con grande chiarezza da parte dell’amministrazione comunale di Stoccolma e nel progetto sono stati coinvolti gli attori principali: Pa, agenzia per il trasporto pubblico e cittadini», spiega a F&M Weekend Giovanni Focardi, di Solution leader travel and transportation di Ibm Italia. E gli obiettivi raggiunti parlano chiaro: nei primi sette mesi il progetto ha ottenuto una riduzione di 10 punti superiore alle attese, una migliore accessibilità al centro (la riduzione dei tempi di coda è stata dal 30 al 50%), una riduzione del livello degli inquinanti (del 14%) e percezione da parte dei cittadini del miglioramento ambientale. Il progetto ha consentito inoltre di fornire risorse per lo sviluppo del trasporto pubblico (stime attuali indicano un surplus di circa 50 milioni di euro all’anno da pedaggi). «Nelle città italiane si potrebbe importare una soluzione simile a quella di Stoccolma - prosegue Focardi - Magari non l’intero progetto, focalizzandosi non sulla rilevazione delle targhe, ma sulla soluzione del problema». Nella capitale svedese sono circa 2,5 milioni le transazioni al giorno gestite grazie ad un’infrastruttura basate sulle tecnologie Ibm. La società Usa si è occupata anche di assistenza all’utenza, distribuzione commerciale dei dispositivi di bordo, sistemi di pagamento «retail». E gli è stata data ampia libertà nelle politica tariffaria.

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categoria: ibm , trasporti, stoccolma


lunedì, 30 aprile 2007

Statoil acquista Naos
Valgono 2 mld di $
le sabbie bituminose 

Redditività in calo e costi di estrazione in aumento alla base dello shopping canadese

La Statoil, la più grande compagnia petrolifera norvegese, ha raggiunto ieri l’accordo per rilevare il gruppo canadese North American Oil Sands, specializzato nella produzione di petrolio da sabbie bituminose. Accedere alle riserve petrolifere nel Mare del Nord e Russia sta infatti diventando sempre più costoso. La società di Calgary, fondata nel 2001, opera su 257mila acri di sabbie, nei pressi di Athabasca (Alberta). Il costo dell’operazione è di 2 miliardi di dollari. La società norvegese ha rivisto al ribasso nei giorni scorsi gli obiettivi di produzione del 2007. Grazie a questa acquisizione vedrà invece aumentarla, dal 2010, di 200mila barili al giorno in più. «L’acquisizione è un segnale che sta diventando sempre più difficile accaparrarsi riserve convenzionali di petrolio», ha dichiarato ieri John Olaisen, un analista di Carnegie a Oslo. «La Statoil non aveva mai prodotto petrolio dalle sabbie prima d’ora, è un procedimento molto costoso». Sulla stima delle riserve la Statoil pagherà 91 centesimi di dollaro a barile gli asset della società canadese. La società petrolifera norvegese ha speso negli ultimi due anni ben 3,6 miliardi di dollari nell’acquisto di asset nel Golfo del Messico per far fronte ai crescenti costi che si presentano nei pozzi petroliferi del Mare del Nord. E nel dicembre scorso ha preso il controllo della rivale Norsk Hidro per 28 miliardi. La scorsa settimana, con Chevron e altre società petrolifere, ha firmato un accordo con la holding statale venezuelana dell’energia Pdvsa. In base al memorandum d’intesa esse cederanno allo Stato il controllo delle attività petrolifere nell’area dell’Orinoco.

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venerdì, 27 aprile 2007

Google batte Microsoft nella guerra dei clic

Google batte Microsoft: l’ufficializzazione è arrivata con le rilevazioni internet di marzo. Il rapporto di Comscore, società specializzata in analisi e statistiche sul traffico web, ha reso noti ieri i numeri della svolta. Il motore di ricerca di Mountain View, e tutta la galassia dei suoi siti (tra cui YouTube e Gmail), scavalca il gruppo di Bill Gates al vertice dalla classifica globale dei siti più visti. Il network di Brin & Page ha registrato 528 milioni di visitatori unici a fronte dei 526,9 milioni toccati da Microsoft (con Live Search, Msn e tutta la relativa filiera) e i 476,3 milioni di Yahoo. Solo YouTube vanta un trend record di ben 160,8 milioni di utenti (a fronte dei 22 milioni di marzo 2006). Un dato che ha consentito a Google di crescere su base annua, nel mese considerato, del 13%, il triplo rispetto al 4% di Microsoft. Nei giorni scorsi il marchio Google è stato valutato 66,4 miliardi di dollari, «solo» 54,9 Microsoft.

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categoria: internet, google, microsoft


venerdì, 27 aprile 2007

L’emiro accontenta i sudditi: «Volate low cost»

Anche il Medio Oriente degli emiri ha voglia di low cost: la Saudi Arabian Airlines, compagnia di bandiera saudita, avvierà entro la fine dell’anno una linea aerea a basso costo per rispondere alla crescente di domanda di viaggi a sconto nell’area. Lo conferma a Bloomberg News il direttore generale della compagnia, Khalid Almulhim. «Uno dei nostri obiettivi - dice Almulhim - è creare una linea aerea low cost per catturare il mercato locale. Vogliamo prestare molta più attenzione ai costi in modo da diventare leader di settore nell’area». Tutto perché gli sceicchi si sono accorti che, anche da loro, c’è una grande richiesta di voli di questo tipo. Da parte di chi? «Di persone con redditi più bassi e che vogliono viaggiare di più», spiega Almulhim. L’Arabia Saudita ospita 7 milioni di lavoratori stranieri e la Saudi Arabian Airlines, conosciuta anche con il diminutivo di Saudia, vuole sfruttare questo mercato. I piani di sviluppo del piano low cost prevedono che l’hub principale sarà a Jeddah, per poi collegare altri aeroporti dell’Arabia Saudia e allargarsi anche ad altre mete del Golfo Persico. Il vettore intende così importare in Medio Oriente le opportunità offerte dal modello low cost già attive in Europa come easyJet e Ryanair. Proprio ieri a easyJet è stato consegnato (con tanto di cerimonia solenne) il centesimo Airbus A319. I cento Airbus sono stati consegnati in 3 anni e mezzo: questo significa che easyJet ha aggiunto un aeromobile A319 alla sua flotta ogni 12 giorni, a una velocità superiore a quella di qualsiasi compagnia nella storia dell’aviazione. Un trend tenuto d’occhio anche da Saudi Arabian Airlines che però sa già che in Medio Oriente dovrà però competere con altre due compagnie aeree già attive nel settore dei voli a basso costo coma Sama Airlines e Nas Air.

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categoria: aerei, low cost


venerdì, 27 aprile 2007

L'italiano medio non può stare senza web

A marzo, in Italia i navigatori attivi sono cresciuti: sono stati 18,8 milioni gli utenti che si sono collegati al web almeno una volta, da casa o dal luogo di lavoro, con un aumento del 5% su marzo 2006.E i numero è destinato a salire ulteriormente, fino a toccare 20,7 milioni, compresi gli utilizzatori di applicazioni Internet quali l’instant messenger o i programmi per scaricare musica e film. A testimoniarlo è una ricerca di Nielsen-NetRatings sullo scenario Internet in Italia nel mese di marzo 2007: l’utente tipo italiano, si legge nel report, ha ormai frequenza quasi giornaliera (29 sessioni nel mese) e il tempo dedicato al web (18 ore e 25 minuti) è cresciuto a marzo di quasi quattro ore rispetto a un anno fa. L’aumento dei navigatori è dovuto soprattutto alla penetrazione della banda larga che è sempre più diffusa e fa aumentare anche la «razione giornaliera» di web: 29 ore al mese per il navigatore broadband, contro le 14 ore di chi è dotato del vecchio modem. «Il mondo del Web 2.0 vede privilegiati i beneficiari dell’alta velocità», commenta Ombretta Capodaglio, marketing manager di Nielsen-NetRatings. L’offerta di video on line e di altri contenuti in streaming, sta proficuamente cavalcando la nuova tecnologia: segni di questa innovazione sono i successi dei siti del Web 2.0, non solo YouTube ma anche i canali video di Libero, Alice, Google e le web tv come le sezioni tv e multimedia di Repubblica, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Prosegue il successo per Wikipedia (6,6 milioni di utenti, più che raddoppiati nell’ultimo anno) e Yahoo! Answers, che in 10 mesi ha raggiunto un’utenza di 2,2 milioni. Tra i migliori debuttanti on line, da segnalare il sito di vita virtuale Second Life, che solo nell’ultimo mese ha visto triplicare la propria utenza (passata da 70mila utenti di febbraio a 230mila di marzo).

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categoria: internet, giornali, youtube


lunedì, 23 aprile 2007

La stampa europea è sempre più free 

Ogni giorno nel Continente si stampano 20 mln di copie gratis. In Islanda e Gran Bretagna sono più diffusi dei quotidiani a pagamento. Salemi: «In Italia 3mln di potenziali lettori»

La free press europea non conosce crisi. In Spagna, paese con ben cinque quotidiani gratuiti, la free press ha praticamente raggiunto la stampa a pagamento; in Islanda li ha superati. In Gran Bretagna, poi, il sorpasso appare definitivo: Metro ha doppiato, con le sue 1,2 milioni di copie, il Times. La stampa gratuita sta dunque conquistando il Vecchio Continente. È quanto emerge dai dati della ricerca «La free press e l’Europa», curata da Giancarlo Salemi, docente di storia del giornalismo europeo all’Università Lumsa di Roma. «In meno di dieci anni i quotidiani gratuiti hanno conquistato l’Europa - ha spiegato Salemi, tra l’altro autore per Franco Angeli del volume «L’Europa di Carta, guida alla stampa estera» - Nascono continuamente iniziative editoriali. Alcune fortunate, altre solo per raccolta pubblicitaria. Ma oramai, sul mercato, convivono stabilmente circa 91 testate e la loro diffusione ha raggiunto la soglia record di 20 milioni di copie a fine 2006». Il nostro Paese pare abbia capito in ritardo l’importanza di questo segmento dell’editoria. «In Italia - ha aggiunto - siamo nella fase più delicata, ossia quella durante la quale un mercato ancora giovane, ma nel nostro caso con un bacino potenziale di 3 milioni di lettori, diventa stabile e duraturo». Si tratta di un lettorato consistente, pari a più della metà dei lettori di quotidiani a pagamento. Da registrare come in Italia non ci sia più lo «scetticismo verso la free press, anche se molto dipenderà dalla qualità del prodotto e della popolarità dei temi trattati, che devono essere sempre più vicini al cittadino-consumatore».

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categoria: giornali, free press


giovedì, 19 aprile 2007

Figurine fai-da-te sull’album Panini 

La storica casa di Modena lancia il nuovo servizio dedicato agli sportivi (e non solo) amatoriali, con la creazione di sticker personali. Il progetto sarà operativo dal 26 aprile

Lo sport, Panini punta sulle figurine fai-da-te. Presto gli album dei calciatori editi dal celebre gruppo modenese avranno come protagonisti anche anonimi sportivi (e non solo) di provincia. Si tratta di un nuovo servizio che consentirà di creare un interno album di figurine con foto di qualsiasi tipo. Ed entrare così nel mito Panini. La multinazionale italiana guidata dall’ad Aldo Sallustro è leader mondiale nel settore stickers con una distribuzione in 110 Paesi. «Il progetto è stato ribattezzato MyPanini 2.0 e debutterà on line il 26 aprile - dicono a F&M dalla divisione New Media di Panini che segue il progetto - L’iniziativa è indirizzata a società sportive, gruppi di amici e non solo». Il servizio sarà attivo anche per gli appassionati di tutto il mondo e sui temi più disparati. Il prezzo di album e figurine sta per essere deciso in questi giorni, ma, assicurano da Modena, sarà molto contenuto. Si potrà scegliere tra vari tipi di album, con la possibilità di inserire loghi e sponsor. Il tutto comodamente da casa, via web (www.mypanini.com).

su Finanza&Mercati di oggi

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categoria: figurine panini


giovedì, 19 aprile 2007

La palestra per studiare lo sport che non «urla» 

In campo l’utopia di Gilberto Benetton. A Treviso ha costruito una megastruttura per i giovani, seguiti da grandi campioni. Al progetto Learning@Social si affianca il Master in strategie per il business dello sport che è organizzato da VerdeSport e Università Ca’ Foscari di Venezia

Lo sport, quello vero, quello che non va sulle prime pagine dei giornali e nei tg è spesso sconosciuto al grande pubblico, relegato a esperienze personali. Troppo spesso si dimentica il valore che può avere per un giovane la pratica di uno sport finalizzata prima di tutto alla crescita della personalità e al corretto rapporto con gli altri. «Lo sport è un fattore di crescita e di trasmissione di valori: è questo l’investimento più importante, che richiede maggiori sforzi e che permette poi di consolidare la base del movimento». Ne è convinto Gilberto Benetton, presidente di VerdeSport, braccio operativo del gruppo Benetton nel ramo sportivo, nato nel 1988 per coordinare l’attività delle tre squadre (Benetton Basket, Sisley Volley e Benetton Rugby) e attuale gestore della Città dello Sport-La Ghirada, alle porte di Treviso. «Investire nello sport per il nostro gruppo ha sempre significato investire sui giovani, sulla loro formazione e sullo sviluppo delle loro capacità - spiega Benetton - Ed è in questo ambito che il progetto Learning@Social Sport si pone in perfetta continuità con la nostra filosofia di vivere questo meraviglioso mondo».
Il progetto Learning@Social Sport ha messo in contatto via chat 90 giovani atleti (tra i 14 e 17 anni) di tutta Italia di otto associazioni sportive (Pallacanestro Reggiana, Circolo Aniene, Sassuolo Volley, Canottieri Lazio, SciClub Radici, Sisley Volley, Vicenza Calcio e Petrarca Rugby) con nove allenatori e i campioni Yuri Chechi, Claudia Giordani e Riccardo Pittis. Quasi due mesi, dal 25 gennaio al 12 marzo, nei quali si è discusso sul ruolo dello sport nella società e dello sviluppo della personalità. E proprio oggi, giornalisti, sportivi e dirigenti come Massimo De Luca, Carlo Verdelli, Dino Meneghin, Riccardo Pittis, Pino Maddaloni, Marco Tronchetti Provera, Gilberto Benetton, Gianni Petrucci, si ritroveranno ancora intorno a un tavolo nella sala Reale della Stazione Centrale di Milano per discutere i risultati del progetto. Che, realizzato con la collaborazione di Fondazione Italiana Accenture e del Politecnico di Milano, dimostra come i giovani, lasciati liberi di discutere, si discostino dagli stereotipi negativi cui spesso viene legato lo sport di prima pagina. «Lo dimostra la naturalezza con la quale i ragazzi confermano la priorità di alcuni valori imprescindibili come il gioco di squadra, lo studio, il rispetto per gli altri e la lealtà sportiva», spiegano gli organizzatori. Atleti e allenatori hanno ritenuto l’esperienza molto soddisfacente, gettando le basi per l’implementazione di un modello diffuso di intervento formativo nel mondo dello sport italiano.
Tra i protagonisti del progetto c’è Pino Maddaloni, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sydney nella categoria 73 kg, una vita dedicata al judo. Parallelamente alla sua carriera, l’atleta sta sviluppando il «Progetto Maddaloni», per divulgare i valori dello sport in un quartiere difficile come quello di Scampia (Napoli), dove ha aperto una palestra di judo frequentata da oltre 500 judoka in erba. «Credo fermamente che lo sport sia un fenomeno importantissimo per la crescita di una persona: i valori che si imparano in allenamento e nelle gare sono unici e indispensabili anche fuori dal campo di gioco - spiega il più volte campione europeo e nazionale, che ha appreso i segreti del judo nella palestra del padre - Lealtà, sacrificio, forza di volontà e determinazione nel voler raggiungere un obiettivo come la vittoria sono principi che lo sport insegna e che valgono per sempre: il sogno è sempre quello di vincere, ma valori che lo sport trasmette aiutano prima di tutto a diventare campioni nella vita».
«Grazie al progetto Learning@Social Sport i giovani hanno espresso il loro pensiero su temi che riguardano la pratica sportiva di base come crescita umana e come esperienza utile per il loro sviluppo - spiega a Finanza & Mercati Federico Fantini, direttore generale del Master Sbs ed ex dirigente di VerdeSport - Il convegno vuole tracciare le caratteristiche di un modello sostenibile di sport per i giovani».
Un’esperienza unica in questo genere è il centro sportivo La Ghirada che si estende su un’area di 22 ettari giusto nelle vicinanze di Treviso, una cittadella dello sport che la famiglia Benetton ha fatto costruire nel 1985. Le porte della Ghirada, il centro sportivo più all’avanguardia d’Europa comprensivo di palestre, campi di rugby e piscine, sono aperte davvero a tutti, in modo gratuito e per 365 giorni l’anno e sono oltre 1.000 le persone che ogni giorno fruiscono delle attività del centro. Alla Ghirada si tiene la Summer League, manifestazione attraverso la quale Treviso diventa per una settimana capitale europea della pallacanestro. E poi c’è il Trofeo Topolino di rugby (4mila ragazzi), il Join the Game, campionato nazionale di basket 3 contro 3 under 14 (35mila ragazzi coinvolti), il Basketball Without Borders con i campioni dell’Nba. Ma la «rete» di VerdeSport si estende anche fuori i confini della Ghirada, grazie al pool «Crescere Insieme nello Sport a Treviso»: con 100 società (e 4mila atleti dai 7 agli 11 anni) di basket, rugby e volley della provincia di Treviso coinvolte. Tutti questi eventi creano un bagaglio di esperienze che viene riversato nel «Master in strategie per il business dello sport», organizzato (alla Ghirada) da VerdeSport e Università Cà Foscari di Venezia e sponsorizzato da Progetto Italia Telecom, Associazione nazionale produttori di articoli sportivi e Unindustria Treviso.

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categoria: benetton, la ghirada


giovedì, 19 aprile 2007

UN BLOG AL GIORNO (PIU' O MENO)

Interessante iniziativa del giornalista de il Brescia Andrea Tortelli, che ha recensito centianaia di blog di giornalisti-blogger più o per nulla conosciuti (come il sottoscritto). Per ognuno una descrizione e un voto espresso in @. Sul mio blog questa la recensione: "Mi piace quando fa le pulci o quando cazzeggia parlando dei tornei di calcetto (o "press legue"), molto meno quando incolla articoli di economia. Giudizio:  @@@" . La mia risposta: anche i pezzi di economia sono opera del mio (modestissimo) sacco, purtroppo...

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categoria: blog, giornalista


Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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