note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
martedì, 31 luglio 2007

SIAMO TUTTI PIU' SOLI

"Sulla Terra siamo tutti più soli, sono morti
Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni. Le agenzie di stampa hanno freddamente battuto le notizie che tutti gli appassionati del vero cinema non avrebbero mai voluto vedere". Per un ricordo rimando al blog di Lorenzo Costanzini, per tutti Costanzo, vignolese doc, amico di Università ed uno dei massimi esperti di cinema che conosca (meglio di Ghezzi).
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lunedì, 30 luglio 2007

La Terra Digitale è Quella Promessa

Verso la metà del 500 furono proprio loro i primi a varcare l’Atlantico alla ricerca di nuovi fedeli da convertire. Grazie al quarto voto dettato dal loro fondatore, Ignazio di Loyola, i Gesuiti si armarono dei Vangeli. Non deve stupire dunque, dopo 500 anni, che siano ancora loro tra i primi a sbarcare su Second Life. E, con tastiera e mouse, andare alla ricerca degli avatar perduti.
La seconda vita virtuale, assicurano i Gesuiti, si sta arricchendo di luoghi di preghiera, chiostri e conventi con avatar desiderosi di meditare e di ritrovare Dio. «Dietro a queste rappresentazioni grafiche, ci sono però persone in carne e ossa», spiegano, quelli che magari bigiano spesso la messa domenicale. Ma su Second Life i Gesuiti non sono arrivati per primi. Già attive da mesi ci sono chiese, moschee e sinagoghe, consapevoli che «dove va l’immaginazione umana, così lo spirito». Ed è alla ricerca di confortare lo spirito si lanciano i nuovi missionari. La comunità più numerosa su SL è quella dei cristiani, poi ebrei e musulmani.
A fondare «graficamente» la prima sinagoga, Temple Beth Israel, sulla comunità virtuale è stato Beth Brown, 33 anni di Dallas. Mentre uno svedese di fede musulmana, Sten Muhammed Yussif Widhe, 63 anni, spiega come prega nel suo appartamento rivolto verso la Mecca e contemporaneamente fa la stessa cosa il suo avatar su Second Life.
La comunità virtuale pullula di sette e religioni, alcune particolari, come la Abundant Living Ministries. «La relazione è sempre tra te e Dio, ovunque tu sei», spiega il suo fondatore, Ben Faust dalla Virginia. Oppure c’è la Chiesa del Burgertime, quella di Elvis o quella dei Dieci Commandamenti, dove l’ultimo recita «Non prendere in considerazione i primi 9».
Gli operatori spirituali su Second Life sono mille, i fedeli oltre 500.000. Gli altri 7,5 milioni avatar sono tutti da conquistare. La «caccia» è aperta.
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categoria: second diary


lunedì, 30 luglio 2007

3: «È MEGLIO CAMBIARE, NÈ»

L’annuncio arriva via sms: «Dal 1/9 il tuo piano tariffario cambia». Firmato 3. La compagnia mobile di H3g ha deciso di operare quello che viene definito «rimodulazione tariffaria». In pratica, da settembre, aumentanole tariffe delle carte ricaricabili (la mia compresa), garantendo però il diritto di recesso. Il Decreto Bersani sulle liberalizzazioni consente infatti agli operatori di sostituire i piani. Già Wind in passato aveva cambiato alcuni piani tariffari, sollevando critiche. Per giustificarsi con i consumatori, ieri, 3 ha spiegato le motivazioni: «Abbiamo dovuto fronteggiare un impatto negativo sui conti economici ed è stato necessario modificare la vecchia offerta».
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venerdì, 27 luglio 2007

GARA ALITALIA, UN BIS SU EBAY

Fallita la gara indetta dal ministero del Tesoro per la vendita di Alitalia (anche se in serata Carlo Toto è tornato alla carica), ora ci prova eBay a trovare un compratore per la nostra compagnia di bandiera. Il tentativo - si tratta ovviamente di uno scherzo, ma anche quello del Tesoro non era molto più serio - è di un improbabile venditore genovese, «Giobax70». Base d’asta 99 centesimi di euro. Tra le caratteristiche dell’oggetto in vendita si legge: «Ottimo affare per investitori italiani ed esteri, 18mila dipendenti, con prestigiosa sede a Roma. La compagnia è dotata di 179 aeromobili modernissimi, 101 destinazioni e altre in code sharing». Spedizione e imballaggio sono gratuiti e si può pagare con vaglia postale o Pay Pal. eBay, dopo sei rilanci, ha però cancellato l’asta, quando le offerte avevano raggiunto i 7.930 euro. La gara si sarebbe dovuta chiudere domenica prossima, alle 5,30 del mattino. Che sia questa la soluzione giusta per Alitalia? Non lo sapremo mai.
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venerdì, 27 luglio 2007

UN NETTARE DIVINO

Mario Moretti Polegato prima di inventare "la scarpa che respira" si occupava di vini e girava il mondo per vendere quelli della pregiata cantina di casa. Poi l'innamoramento per le calzature e la nascita di Geox. Ma la sua passione originaria non è cambiata e nemmeno quella religiosa ne ha risentito. Nel Comitato  etico della società di Montebelluna (Tv) fa parte l'uomo che è stato più vicino a Papa Wojtila, Joaquín Navarro Valls. Che ci fa il portavoce e confidente dell'ex papa, uno degli uomini più potenti all'interno dell'Opus Dei, la discussa prelatura personale
fondata da san Josemaría Escrivá, come numerario con voto di castità? Mr Geox non ha mai nascosto le sue affinità con l'Opus Dei. E volete sapere come si chiama uno delle etichette più pregiate di casa Polegato, esatto proprio quello a cui state pensando: Opere!
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venerdì, 27 luglio 2007

Sat già vola in Piazza Affari 

L’Ipo della società che gestisce l’aeroporto di Pisa chiude con un rialzo del 7,8% (13,31 euro). L’ad a F&M: «Ora guardiamo a Est»

Problemi di decollo ieri a Piazza Affari per l’Ipo di Sat, società che gestisce l’aeroporto di Pisa. Il debutto è stato infatti rinviato di qualche minuto, perché non si riusciva a fare prezzo per eccesso di rialzo sul controllo.
Alla fine della giornata, dopo il picco del +17,81%, il titolo ha chiuso a 13,31 euro (+7,77%), nonostante il prezzo dell’Ipo fosse stato fissato a 12,35, quasi sulla parte alta della forchetta a 12,50. «Non potevo augurarmi un esordio migliore - commenta con F&M, pochi minuti dopo la chiusura di Piazza Affari, l’ad di Sat, Pier Giorgio Ballini, in passato alla Piaggio - Visto anche l’andamento negativo dell’S&P-Mib, andare contro il mercato è sempre difficile».
L’aeroporto toscano punta a 3,5 milioni di passeggeri nel 2007 e «in generale, come linea strategica di sviluppo, intendiamo affrontare i Paesi dell’Europa dell’Est». Tramite l’Opvs sono entrati nel capitale della società toscana numerosi investitori esteri, di cui una quota importante dalla Gran Bretagna. E sulla «rivalità» con Firenze: «Abbiamo una clientela diversa e non siamo in contrasto, potranno nascere sinergie».

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venerdì, 27 luglio 2007

I furbetti del minibar non vanno in vacanza 

Davanti al frigorifero, nelle camere di albergo, si vivono scene che ricordano Mezzogiorno di fuoco. La community TripAdvisor si è presa la briga di farsi raccontare le ansie di 1.600 viaggiatori di fronte al minibar delle tentazioni: «Alle due di notte, mi bevo una bibita dissetante (e molto cara) o è meglio scegliere un bicchiere di acqua del bagno?».
Dopo una bella vacanza, magari con soggiorno in hotel completo di mille comfort, arriva sempre l’amaro momento in cui si deve pagare il conto degli extra. E qui cominciano i problemi. Tra le varie voci di spesa, il minibar è spesso fonte di litigi con la direzione dell’hotel a causa di addebiti sbagliati o, magari, di tentati furti. La tecnologia cerca di venire in soccorso agli hotel contro chi soffre di cleptomania, subito ribattezzati i furbetti del «frigoriferino». I sensori di peso e movimento, inseriti nell’elettrodomestico, segnalano infatti i semplici spostamenti dei prodotti, per controllare che non vi siano delle sostituzioni. Ma il 20% dei furbetti riesce comunque a farla franca. A tentare la sorte, per imbrogliare i sensori, sono in maggioranza uomini (uno su quattro non resiste alla voglia di bersi a sbaffo le bibite), meno truffaldine sono le donne (17%).
Principe della scelta, tra acquistare o meno dal minibar, è sempre il prezzo: se il 33% degli intervistati non ha mai usato il servizio quando ha alloggiato in un hotel, a causa del costo, ben il 94% lo userebbe di più se solo fosse un po’ più conveniente. Alla fine, più della metà dei viaggiatori acquistano volentieri bottiglie d’acqua; mentre pochi sono quelli che acquistano dell’altro, come gli energy drink (2%). Tra i preferiti le noccioline (17%); mentre i prodotti più desiderati sono frutta, snack sani e panini, che spesso però nei frigo bar non si trovano. Ciò non toglie che anche qui non si possa lanciare una moda nuova: tra i classici, infatti, sono comparsi, e guadagnano spazio affettati, gelatine e persino ossigeno in bottiglia.
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mercoledì, 25 luglio 2007

Che miracolo in corsia: l’ospedale si paga da sé 

Disegnato dall’architetto argentino Ambasz nella terraferma veneziana, è stato realizzato in meno di 4 anni. Dei 238 milioni necessari alla costruzione, il 58% è finanziato da privati, che gestiranno servizi per 24 anni

A vederla spuntare all’ultimo momento in mezzo al verde della terraferma veneziana, quell’enorme vela di vetro e acciaio che si confonde nel paesaggio, sembra il sogno di un marinaio che ha sbagliato rotta. O bevuto un’ombra di troppo. E quei 400 operai che si danno da fare per concludere i lavori per il 24 settembre prossimo, 1.430 giorni dopo l’assegnazione dell’appalto, fanno quasi tenerezza: e chi li ha mai rispettati tempi del genere nel Bel Paese? Ma il modernissimo ospedale che sta per veder la luce in quel di Zelarino, alle porte di Mestre, è ancor più straordinario di una vela in terraferma o di un’opera pubblica finita prima del giorno 1.431. Perché è la scoperta che il project financing può funzionare anche in Italia, dove se ne parla spesso (vedi le Autostrade lombarde), ma più spesso si perde per la strada.
Invece, stavolta, si può parlare (miracolo nel miracolo) di Buona Sanità, cioè di finanziamento di investimenti della pubblica amministrazione, assicurato dalla collaborazione di pubblici e privati, grazie all’utilizzo della legge 166 del 2002 da parte della Regione Veneto e della Ussl 12 di Venezia: 238 milioni di euro assicurati dall’impegno, da una parte, dell’azienda sanitaria veneziana, dall’altra, dell’associazione temporanea di imprese (Ati) costituita da Astaldi, capogruppo mandataria e titolare del pacchetto di riferimento, e poi Mantovani, Mattioli, Cofathec, Aps Sinergia, Gemmo impianti e Studio Altieri. Un consorzio che ha battuto, nella gara d’appalto del 2001, quello capeggiato da Impregilo. La formula? Il 42% della spesa è a carico del pubblico (Regione e Ulss) e il 58% a carico del privato. Un pool internazionale di istituti di credito ha sottoscritto, nell’aprile del 2005, contratti di finanziamento per complessivi 130 milioni di euro. Quattro banche finanziatrici iniziali: l’olandese Abn Amro (come capofila), che ha assunto anche gli impegni di Antonveneta e Interbanca, dopo l’Opa, e Banca Intesa. Poi, l’impegno è stato diviso con altri sei istituti di credito: Rbs, WestLB, Mediocredito Centrale, Bnl, Calyon e Bbva. Tre anni dopo l’avvio della gestione, per una quota parte di 65 milioni, subentrerà la Banca Europea per gli Investimenti (Bei).
La Veneta Sanitaria Finanza di Progetto (Vsfp), guidata da Astaldi, che si è aggiudicata il contratto per la realizzazione, si ripagherà infatti con la gestione nel tempo (per i prossimi 24 anni) di una serie di servizi ospedalieri di natura non sanitaria: riscaldamento, trasporto automatizzato, verde, ristorazione e accoglienza visitatori, manutenzione opere civili, impianti e attrezzature elettromedicali, pulizia e smaltimento rifiuti, parcheggi, sistema informativo. E quelli più prettamente medici: la gestione tecnico-amministrativa del laboratorio analisi, radiologia e neuroradiologia e servizi di degenza alberghiera. Nell’arco di tempo del contratto è previsto un rientro per il partner privato di circa 1.300 milioni, che comprendono sia il recupero dell’anticipo finanziario iniziale sia i costi vivi dei servizi.
A tracciare le linee del nuovo ospedale in terraferma, in una piana dolce interrotta da ville e riviere, è stata la matita di Emilio Ambasz, famoso architetto argentino che stupisce il mondo con i suoi giardini verticali. Anche qui, nella terraferma veneziana, l’«architetto verde», laureato negli Usa ma italiano per quattro mesi all’anno, ha riproposto una delle sue «creature». La nuova struttura, realizzata in meno di quattro anni, ha la forma affilata di una piramide appoggiata a una grande vela di vetro. Obiettivo di Ambasz era di inserire l’ospedale, sei piani sopra terra e due sotterranei, nel paesaggio della campagna veneziana senza shock visivi. C’è riuscito? Probabilmente sì, con la collaborazione dello studio di Alberto Altieri. La facciata è interamente di vetro a sud e quella a terrazze pensili a nord contribuiscono così ad attenuare l’impatto di questa fabbrica della salute dai nuemri che fanno impressione: 21 sale operatorie (15 piastra operatorie, 4 per day surgery, 1 per il trauma center, 1 per ostetricia), 680 posti letto (di cui 34 per dozzinanti) distribuiti in 350 stanze (a uno o due letti), con servizi igienici propri, 25 posti letto per dializzati, 20 culle, parcheggio per interni ed esterni da oltre mille posti. In totale, sono 117.600 i metri quadrati immersi in un’area verde complessiva di 260mila. Sarà raggiungibile in auto, in bus, in elicottero e sarà servito anche dalla metropolitana.
Inoltre, accanto al nuovo ospedale sorgerà la nuova sede della Banca degli Occhi, la prima in Europa per la raccolta e la distribuzione di tessuti corneali per i trapianti. All’interno dell’area verde che circonda l’ospedale è prevista la realizzazione di due laghetti, che non sono solamente un elemento paesaggistico, ma un’importante riserva idrica antincendio. Ci sono voluti quarant’anni, dai tempi della contestazione fino a oggi passando per il miracolo del Nord Est e l’insorgere della Lega: ma alla fine il nuovo ospedale di Mestre, che diventerà gradualmente operativo nei primi mesi del 2008, è finalmente realtà. Sarà l’ospedale tecnologicamente più avanzato d’Italia e all’avanguardia in Europa. Anche se parte della sinistra teme che sia il primo passo verso la privatizzazione della sanità.
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martedì, 24 luglio 2007

Note di pace in Laguna 

Ennio Morricone suonerà in piazza San Marco il 10 settembre. Anche così il Casinò di Venezia risponde alla sfida delle nuove Las Vegas dell’Adriatico

Altro che Macao. O Singapore. Per citare città del gioco d’azzardo che possano stare, per suggestione e poesia, al passo della terra dei Dogi. Perchè alla minaccia di Nova Gorica, in terra di Slovenia, dove gli americani intendono ricreare l’atmosfera di Las Vegas del Mediterraneo, qui, all’ombra di San Marco, si fa fatica a credere. Qui, infatti, a differenza di quel che capita nel Nevada, non si deve inventare una finta Venezia con tanto di gondole e canali che zampillano nel deserto. Qui tutto è vero: da palazzo Ducale al Canal Grande, dove sorge la casa da gioco più antica del mondo, al cui vertice c’è l’avvocato Mauro Pizzigati, presidente del Casinò che sorge sull’acqua, che si divide tra l’attività in toga e quella di professore di Diritto fallimentare all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Senza snobbare, al pari del sindaco Massimo Cacciari, la sfida che arriva da Est. Perchè il Casinò, con il suo «indotto» turistico e il suo fatturato ( 214 milioni nel 2006, in crescita del 15,45% rispetto all’anno precedente, i primi mesi del 2007 in linea) per Venezia ha il valore di una grande industria che, tra l’altro, ogni anno versa nelle casse dell’azionista, il Comune, oltre 100 milioni che vengono poi investiti nel sociale, ossia scuole, asili, cultura e assistenza ai poveri. Un tesoro che va tutelato, predica il sindaco-filosofo di Venezia, Massimo Cacciari: «O comprendiamo che almeno un terzo delle entrate del Casinò dovranno andare alla creazione di una Las Vegas a Ca’ Noghera, oppure tempo dieci anni e avremo Sanremo, ma dimezzato».
Pizzigati annuisce. E all’idea di Sanremo reagisce con una trovata degna di un Doge: un grande concerto per la pace, dedicato alle «Note di Pace», da tenersi il 10 settembre, alla vigilia del sesto anniversario delle Twin Towers, in una delle più belle piazze al mondo, Piazza San Marco a Venezia. «Noi riteniamo che la cultura sia la migliore promozione per la città e tutta la regione - spiega a F&M Weekend l’avvocato Pizzigati - la più coerente con una missione che affonda nei secoli». Tra cui l’onore e la responsabilità di essere la vetrina «storica» del grande Cinema, anche di quello, da Sergio Leone a Giuseppe Tornatore, incorniciato dalle musiche di Morricone. No, non ci sono solo slot machine e tavoli verdi nelle attività del Casinò, sia nel palazzo di Ca’ Vendramin Calergi sul Canal Grande, riservata al pubblico medio alto, e quello di Ca’ Noghera, più moderna e informale, in terraferma, nella zona dell’aeroporto di Tessera, per accogliere i turisti della costa, che hanno appena dismesso casacca a fiori e bermuda. Anche così si può esorcizzare il fantasma della Las Vegas slovena o i poker on line e le slot machine disseminate nei bar. Pizzigati, presidente dal 2005, non si scompone. E rilancia: «Il progetto esiste da un po’, creeremo una struttura del divertimento anche noi a Tessera, con l’ampliamento di quella esistente». E molto spazio verrà riservato agli spettacoli dal vivo e incontri culturali. E, forse, alla moviola. Perchè Pizzigati, presidente nella stagione 1993/94 del Venezia Calcio, non dimentica l’antico amore: la casa da gioco veneziana sponsorizza la squadra di calcio (oggi in C1) assieme ad altre discipline. Sport, cinema, musica. Un po’ come a Las Vegas. Anche se, all’ombra di San Marco, è tutta un’altra cosa.
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categoria: venezia, venezia calcio


martedì, 24 luglio 2007

On Line È D’Obbligo Giacca E Cravatta

Si presentano con tanto di giacca e cravatta ben annodata, impeccabili e puntuali all’orario concordato. Giovani, con il curriculum sotto il braccio, hanno risposto a uno dei molti annunci che richiedono responsabili automazione agenzie e small business. Il sogno, a dire il vero non molto moderno, è quello di un posto fisso in banca. Per la selezione, gli aspiranti però non si spostano da casa, l’appuntamento è al Bnl Cafè di Second Life. Anche on line è possibile valutare l’espressione verbale (tramite chat) e quella non verbale (i movimenti dell’avatar). In pochi giorni dal lancio dell’iniziativa, la banca del gruppo Bnp Paribas ha ricevuto oltre 120 curricula, tutti provenienti da abitanti di Second Life. Prima del colloquio gli avatar sono passati nei negozi di vestiti, per presentarsi in ordine all’appuntamento. Ma a fare il colloquio hanno trovato Veronique, in jeans e maglietta, maggiormente in linea con l’informalità dell’ambiente. Durante la selezione c’è anche spazio per «gustare» il classico caffè o the, come in qualsiasi altro ufficio del personale. «È una possibilità in più per contattare un ambiente lavorativo che mi interessa - ha dichiarato uno degli avatar-candidati durante il colloquio - Spero molto di superare le prove e di essere assunto». La voglia di trovare un lavoro è comunque reale, non virtuale.
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categoria: second diary


Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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