Quando le tlc italiane scoprono la tv via doppino
Il mercato della telefonia in Italia è ormai saturo, ora si punta a nuovi servizi per mantenere clienti. Già sul mercato Fastweb e Telecom, mentre Tiscali e Infostrada debutteranno entro Natale
Il nostro paese ha visto arrivare in ritardo la tv via satellite e il collegamento internet ad alta velocità, il digitale terreste stenta a decollare, mentre della tv via cavo nemmeno l'ombra. Ma su una cosa le tlc italiane sono finalmente concordi (e hanno deciso di puntare investimenti in infrastrutture e pubblicità): il 2007 sarà l'anno della tv che viaggia su protocolli internet. Si tratta della cosiddetta IpTv, proposta dagli operatori nella soluzione triple play (ovvero voce, dati e tv), che arriva sul televisore di casa attraverso il doppino telefonico. Il mercato delle tlc è infatti maturo nel nostro paese, ora si punta decisamente sui servizi per mantenere clienti.
Per gli analisti l'Europa è il continente dove si svilupperanno il maggior numero di collegamenti IpTv nei prossimi anni. Solo quest'anno le tlc nel mondo spenderanno 9 miliardi di euro per le infrastrutture, 3 dei quali nella sola Europa. «Qui i collegamenti all'IpTv sono 685mila, in tre anni si moltiplicheranno per 13, e i protagonisti di questo boom saranno gli operatori delle tlc: per l'Europa, Italia e Francia in testa», spiega Daniel Schmitt (Screen Digest). Nel 2009 saranno 8,7 milioni le famiglie collegate all'IpTv, per un valore di mercato di 2,8 miliardi.
I board delle tlc italiane se ne sono accorti, tv e giornali sono invasi dalle offerte sull'IpTv: dal Valentino Rossi (in versione dalle «stelle alle stalle») alla famiglia Abatantuono. Le due compagnie, Fastweb e Telecom, stanno spingendo sull'acceleratore in questo fine anno. Wind e Tiscali invece debuteranno entro Natale. Da spartirsi c'è infatti un mercato stimato di circa 4 milioni di famiglie disposte a pagare per veder la tv. Le offerte commerciali sono davvero per tutte le tasche (a partire da 20 euro al mese) con molte soluzioni, ma con una caratteristica principe: la tariffa flat. L'utente italiano vuole «contenuti base» già pagati (pay per view non è digerito favorevolmente dal telespettatore italico), una tv specializzata, sport e cinema. E il servizio di Video on Demand.
Tra i primi al mondo a lanciare l'IpTv è stata l'italiana Fastweb, recentemente acquistata dalla svizzera Swisscom. Attualmente i clienti «televisivi» sono 200mila, mentre quelli del broadband hanno raggiunto 1,2 milioni. « Stiamo puntando molto sulla qualità delle immagini e nell'ampliare i collegamenti, non ci interessa invece produrre i contenuti», ha spiegato a Finanza&Mercati Andrea Conte, direttore Business e Residential. Attualmente Fastweb raggiunge il 45% delle popolazione, a fine 2008 aumenterà di un altro 10-15 per cento. «Abbiamo attivato da tempo un business unit per l'IpTv, di dimensioni ridotte, ma già in utile». L'arrivo degli svizzeri non cambiaerà i piani di sviluppo: «Swisscom crede molto in questi servizi e spingerà con investimenti sulla rete in futuro». E con il decoder di Fastweb è possibile vedere i filmati presenti nel pc, direttamente e ad alta qualità, nella tv di casa. «Una sorta di Apple Tv made in Italy».
Partita a fine 2005 c'è Telecom Italia che dopo un anno di attività, a fine 2006, ha raggiunto 30mila clienti, coprendo 250 città sul territorio nazionale. A chi segnala il «ritardo», l'ex monopolista risponde: «Abbiamo prima lavorato sulla diffusione della banda larga e sulla piattaforma di connettività, poi sui contenuti e i servizi con l'offerta IpTv e VoIp». «Siamo quindi partiti quando il mercato era pronto, come hanno fatto anche gli altri operatori europei», ha spiegato a F&M Mario Gelmini, responsabile marketing fonia e servizi broadband di Telecom Italia. E gli obiettivi per Alice Home Tv parlano chiaro: 200mila clienti a fine 2007, per arrivare ai 700mila nel 2009. «L'IpTv è un elemento strategico per Telecom Italia, sul quale stiamo investendo molto - prosegue Gelmini - In particolare su due fronti: la tecnologia e i contenuti, con la proposizione anche di serie tv in esclusiva».
Punta sull'internazionalità, e porta in Italia l'esperienza inglese, l'IpTv di Tiscali. «In Gran Bretagna stiamo riscuotendo un grosso successo, il 30% dei nuovi clienti broadband attiva anche la tv - ha illustrato a F&M Mario Mariani, amministratore delegato di Tiscali Italia - Nella nostra offerta saranno presenti molti contenuti internazionali e non solo. Punteremo molto sull'interattività e sulla facilità di accesso ai contenuti». Per i bambini è anche pronto un telecomando apposito per guardare contenuti in tutta sicurezza. «Il tutto con un prezzo molto democratico». Nel capoluogo sardo si sta già sperimentando la nuova tv, che prima di Natale sarà disponibile a Milano, Roma e Cagliari, con l'intenzione di estenderla progressivamente a tutta Italia (ora è coperto il 38% delle famiglie italiane).
Sta ultimando i test su Roma e Milano la nuova IpTv di Wind, che sarà commercializzata con il brand Infostrada. «Stiamo ultimando i preparativi per il lancio commerciale che avverrà per tutta l'Italia entro il Natale - ci ha spiegato Gianluca Corti, direttore Infostrada marketing and crm director - Anche se il nostro core business rimarrà il settore voce e dati, l'IpTv completerà la nostra offerta di telecomunicazioni». Oggi la copertura Infostrada copre il 48% della popolazione. E la nuova offerta «avrà i canali Sky e il premium, verrà presentata in maniera originale e a prezzi competitivi». La particolarità è la futura sinergia con Libero Video, «che ha numeri di visite superiori al canale YouTube Italia».
Per ora Rupert Murdoch può dormire sonni tranquilli, le offerte commerciali delle tlc italiane includono sempre i canali Sky. Ma le cose continueranno per sempre così?
Dubai e Nasdaq, rilancio su Omx
Entra nel vivo la battaglia per l’Omx, la piattaforma che raggruppa i mercati scandinavi. Ieri Borse Dubai ha depositato presso l’Authority di vigilanza sulla Finanza svedese il suo prospetto di Opa da 4 miliardi di dollari. La Finansinspektionen dovrà decidere innanzitutto in merito alla ricevibilità dell’offerta, questione non scontata, così come per l’offerta rivale da parte del Nasdaq.Ikea cresce e punta sull’Italia
Il gruppo svedese chiude l’anno a 19,8 miliardi (+15%). E nel 2008 programma 5 nuove aperture nel nostro paese. Bari è il miglior store al mondo
Venduti 1 mln di iPhone. E arriva il 3G
Per vendere un milione di pezzi sono serviti quasi due anni per l’iPod (e una platea estesa quanto il mondo), mentre per l’iPhone sono «bastati» 74 giorni (e solo negli Usa). La notizia del milionesimo cliente per l’iPhone ha fatto bene al titolo in Borsa, che ieri viaggiava a 135 dollari (+2,61%). Da segnalare però che la scorsa settimana il titolo aveva perso l’8,6%, bruciando in soli tre giorni di contrattazione 11 miliardi di capitalizzazione. Ma ieri anche un altro titolo è stato al centro degli scambi a Wall Street. Si tratta di InterDigital (ieri -2,69%, venerdì +13,81%), società produttrice di chip, che ha annunciato di aver chiuso con Apple un contratto da 20 milioni di dollari di durata settennale. La società fornirà chip 3G per rendere lo smartphone maggiormente appetibile al mercato europeo. E sullo sbarco nel Vecchio continente del cellulare musicale circolano voci insistenti che il D-Day sarà il 12 novembre in Germania, con T-Mobile. Tre i probabili contratti: da 49 a 69 euro al mese.Jobs vende iPhone a saldo. E rilancia l'iPod
Nessun annuncio per lo sbarco in Europa del nuovo cellulare (che però costerà 200 $ in meno). E intanto Dresdner comincia a parlare di «bolla»
Doveva essere, o almeno in molti lo speravano di qua dell’Atlantico, il giorno dell’annuncio dello sbarco dell’iPhone nel Vecchio Continente. O della vendita dei Beatles su iTunes.Cd «tarocchi», venditori più veloci della polizia
La guerra alla pirateria musicale si fa per strada e non solo. Ad essere sequestrati sono anche i centri di masterizzazione, non solo i distributori al dettaglio, che spesso fuggono abbandonando la merce. Ma nonostante tutto, nel nostro paese, il fenomeno è in continua crescita. E le prefetture, nel primo semestre del 2007, hanno emesso complessivamente sanzioni amministrative connesse alle violazioni penali per oltre 20 milioni di euro.