note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
martedì, 25 settembre 2007

Quando le tlc italiane scoprono la tv via doppino

Il mercato della telefonia in Italia è ormai saturo, ora si punta a nuovi servizi per mantenere clienti. Già sul mercato Fastweb e Telecom, mentre Tiscali e Infostrada debutteranno entro Natale

Il nostro paese ha visto arrivare in ritardo la tv via satellite e il collegamento internet ad alta velocità, il digitale terreste stenta a decollare, mentre della tv via cavo nemmeno l'ombra. Ma su una cosa le tlc italiane sono finalmente concordi (e hanno deciso di puntare investimenti in infrastrutture e pubblicità): il 2007 sarà l'anno della tv che viaggia su protocolli internet. Si tratta della cosiddetta IpTv, proposta dagli operatori nella soluzione triple play (ovvero voce, dati e tv), che arriva sul televisore di casa attraverso il doppino telefonico. Il mercato delle tlc è infatti maturo nel nostro paese, ora si punta decisamente sui servizi per mantenere clienti.
Per gli analisti l'Europa è il continente dove si svilupperanno il maggior numero di collegamenti IpTv nei prossimi anni. Solo quest'anno le tlc nel mondo spenderanno 9 miliardi di euro per le infrastrutture, 3 dei quali nella sola Europa. «Qui i collegamenti all'IpTv sono 685mila, in tre anni si moltiplicheranno per 13, e i protagonisti di questo boom saranno gli operatori delle tlc: per l'Europa, Italia e Francia in testa», spiega Daniel Schmitt (Screen Digest). Nel 2009 saranno 8,7 milioni le famiglie collegate all'IpTv, per un valore di mercato di 2,8 miliardi.
I board delle tlc italiane se ne sono accorti, tv e giornali sono invasi dalle offerte sull'IpTv: dal Valentino Rossi (in versione dalle «stelle alle stalle») alla famiglia Abatantuono. Le due compagnie, Fastweb e Telecom, stanno spingendo sull'acceleratore in questo fine anno. Wind e Tiscali invece debuteranno entro Natale. Da spartirsi c'è infatti un mercato stimato di circa 4 milioni di famiglie disposte a pagare per veder la tv. Le offerte commerciali sono davvero per tutte le tasche (a partire da 20 euro al mese) con molte soluzioni, ma con una caratteristica principe: la tariffa flat. L'utente italiano vuole «contenuti base» già pagati (pay per view non è digerito favorevolmente dal telespettatore italico), una tv specializzata, sport e cinema. E il servizio di Video on Demand.
Tra i primi al mondo a lanciare l'IpTv è stata l'italiana Fastweb, recentemente acquistata dalla svizzera Swisscom. Attualmente i clienti «televisivi» sono 200mila, mentre quelli del broadband hanno raggiunto 1,2 milioni. « Stiamo puntando molto sulla qualità delle immagini e nell'ampliare i collegamenti, non ci interessa invece produrre i contenuti», ha spiegato a Finanza&Mercati Andrea Conte, direttore Business e Residential. Attualmente Fastweb raggiunge il 45% delle popolazione, a fine 2008 aumenterà di un altro 10-15 per cento. «Abbiamo attivato da tempo un business unit per l'IpTv, di dimensioni ridotte, ma già in utile». L'arrivo degli svizzeri non cambiaerà i piani di sviluppo: «Swisscom crede molto in questi servizi e spingerà con investimenti sulla rete in futuro». E con il decoder di Fastweb è possibile vedere i filmati presenti nel pc, direttamente e ad alta qualità, nella tv di casa. «Una sorta di Apple Tv made in Italy».
Partita a fine 2005 c'è Telecom Italia che dopo un anno di attività, a fine 2006, ha raggiunto 30mila clienti, coprendo 250 città sul territorio nazionale. A chi segnala il «ritardo», l'ex monopolista risponde: «Abbiamo prima lavorato sulla diffusione della banda larga e sulla piattaforma di connettività, poi sui contenuti e i servizi con l'offerta IpTv e VoIp». «Siamo quindi partiti quando il mercato era pronto, come hanno fatto anche gli altri operatori europei», ha spiegato a F&M Mario Gelmini, responsabile marketing fonia e servizi broadband di Telecom Italia. E gli obiettivi per Alice Home Tv parlano chiaro: 200mila clienti a fine 2007, per arrivare ai 700mila nel 2009. «L'IpTv è un elemento strategico per Telecom Italia, sul quale stiamo investendo molto - prosegue Gelmini - In particolare su due fronti: la tecnologia e i contenuti, con la proposizione anche di serie tv in esclusiva».
Punta sull'internazionalità, e porta in Italia l'esperienza inglese, l'IpTv di Tiscali. «In Gran Bretagna stiamo riscuotendo un grosso successo, il 30% dei nuovi clienti broadband attiva anche la tv - ha illustrato a F&M Mario Mariani, amministratore delegato di Tiscali Italia - Nella nostra offerta saranno presenti molti contenuti internazionali e non solo. Punteremo molto sull'interattività e sulla facilità di accesso ai contenuti». Per i bambini è anche pronto un telecomando apposito per guardare contenuti in tutta sicurezza. «Il tutto con un prezzo molto democratico». Nel capoluogo sardo si sta già sperimentando la nuova tv, che prima di Natale sarà disponibile a Milano, Roma e Cagliari, con l'intenzione di estenderla progressivamente a tutta Italia (ora è coperto il 38% delle famiglie italiane).
Sta ultimando i test su Roma e Milano la nuova IpTv di Wind, che sarà commercializzata con il brand Infostrada. «Stiamo ultimando i preparativi per il lancio commerciale che avverrà per tutta l'Italia entro il Natale - ci ha spiegato Gianluca Corti, direttore Infostrada marketing and crm director - Anche se il nostro core business rimarrà il settore voce e dati, l'IpTv completerà la nostra offerta di telecomunicazioni». Oggi la copertura Infostrada copre il 48% della popolazione. E la nuova offerta «avrà i canali Sky e il premium, verrà presentata in maniera originale e a prezzi competitivi». La particolarità è la futura sinergia con Libero Video, «che ha numeri di visite superiori al canale YouTube Italia».
Per ora Rupert Murdoch può dormire sonni tranquilli, le offerte commerciali delle tlc italiane includono sempre i canali Sky. Ma le cose continueranno per sempre così?

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categoria: internet, iptv


lunedì, 17 settembre 2007

Dubai e Nasdaq, rilancio su Omx

Entra nel vivo la battaglia per l’Omx, la piattaforma che raggruppa i mercati scandinavi. Ieri Borse Dubai ha depositato presso l’Authority di vigilanza sulla Finanza svedese il suo prospetto di Opa da 4 miliardi di dollari. La Finansinspektionen dovrà decidere innanzitutto in merito alla ricevibilità dell’offerta, questione non scontata, così come per l’offerta rivale da parte del Nasdaq.
La società mediorientale ha rastrellando, nella scorsa settimana, una partecipazione rilevante su Omx, assicurandosi opzioni per un’ulteriore quota di capitale. Ma il Nasdaq non è rimane a guardare. E ieri ha reso pubblica la possibilità di cambiare la sua offerta (che era di 3,8 miliardi). In particolare la borsa dei tecnologici Usa è disponibile a modificare la struttura della sua offerta in contanti e azioni e a estendere il prezzo. Il valore dell’offerta potrebbe cambiare anche in base alle operazioni, che la società sta conducendo per finanziarla, come la vendita della quota del 31% nel London Stock Exchange e il piano di buyback.
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lunedì, 17 settembre 2007

IL "GUARDIAN" DE NOANTRI

Mercoledì esce la "nuova" Repubblica, che grazie a un restlyling grafico, farà nascere al centro del giornale "R2", una nuova sezione dove verranno trattati argomenti a più ampio respiro, inchieste reportage, dossier. Una cosa nuova nel panorama del giornalismo italiano. Copiato però paro-paro dal sinistrorso quotidiano inglese The Guardian (e relativo G2).
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venerdì, 14 settembre 2007

Ikea cresce e punta sull’Italia

Il gruppo svedese chiude l’anno a 19,8 miliardi (+15%). E nel 2008 programma 5 nuove aperture nel nostro paese. Bari è il miglior store al mondo

L’anno fiscale registra per Ikea una crescita a due cifre (pari al 14,9%). L’esercizio chiuso al 31 agosto, che ha l’originale scadenza del catalogo prezzi, ha registrato un fatturato pari a 19,8 miliardi di euro. La Germania è il primo mercato mondiale per il gruppo svedese (16%), seguito da Usa (10%), Gran Bretagna e Francia (9%), Svezia (7%) e Italia (6,5%). I visitatori dei negozi sono stati 522 milioni; mentre quelli dei siti internet Ikea 450 milioni, strumento di vendita su cui punta sempre più la catena di arredamento.
Nel mondo il gruppo è presente con 260 punti vendita (230 propri e 30 in franchising) in 36 paesi e conta 118.000 collaboratori. E in continua espansione: 26 nuove aperture sono previste nel 2008, Italia protagonista con 5. «Contiamo di aprire altri cinque punti vendita, per un investimento di 300 milioni, a Parma, Rimini, Salerno, Trieste Villesse e Torino Collegno, che sarà il più grande in Italia. Entro il 2009 abbiamo previsto di assumere altri 2.420 dipendenti», ha spiegato Roberto Monti, amministratore delegato Ikea Italia, durante la presentazione dei risultati finanziari del gruppo. In programma aperture anche in Sicilia e Sardegna nei prossimi anni.
La divisione italiana ha incrementato il fatturato del +14,7% a 1,2 miliardi, rispetto ai 1,1 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. In crescita anche il volume delle merci: +18,5 per cento. Il nostro paese è tra quelli che cresce di più(con Francia e Giappone), lo store di Bari è al vertice mondiale per vendite.
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martedì, 11 settembre 2007

Venduti 1 mln di iPhone. E arriva il 3G

Per vendere un milione di pezzi sono serviti quasi due anni per l’iPod (e una platea estesa quanto il mondo), mentre per l’iPhone sono «bastati» 74 giorni (e solo negli Usa). La notizia del milionesimo cliente per l’iPhone ha fatto bene al titolo in Borsa, che ieri viaggiava a 135 dollari (+2,61%). Da segnalare però che la scorsa settimana il titolo aveva perso l’8,6%, bruciando in soli tre giorni di contrattazione 11 miliardi di capitalizzazione. Ma ieri anche un altro titolo è stato al centro degli scambi a Wall Street. Si tratta di InterDigital (ieri -2,69%, venerdì +13,81%), società produttrice di chip, che ha annunciato di aver chiuso con Apple un contratto da 20 milioni di dollari di durata settennale. La società fornirà chip 3G per rendere lo smartphone maggiormente appetibile al mercato europeo. E sullo sbarco nel Vecchio continente del cellulare musicale circolano voci insistenti che il D-Day sarà il 12 novembre in Germania, con T-Mobile. Tre i probabili contratti: da 49 a 69 euro al mese.
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categoria: apple, ipod, iphone


giovedì, 06 settembre 2007

Jobs vende iPhone a saldo. E rilancia l'iPod

Nessun annuncio per lo sbarco in Europa del nuovo cellulare (che però costerà 200 $ in meno). E intanto Dresdner comincia a parlare di «bolla»

Doveva essere, o almeno in molti lo speravano di qua dell’Atlantico, il giorno dell’annuncio dello sbarco dell’iPhone nel Vecchio Continente. O della vendita dei Beatles su iTunes.
Ma ieri sera dal Moscone Center di San Francisco, il guru della Apple Steve Jobs, di novità ne ha annunciate molte. Ma non quelle più attese. A colpire maggiormente è il taglio del prezzo dell’iPhone, che a luglio è stato lo smartphone più venduto negli Usa. Il nuovo cellulare-musicale costerà 399 dollari (200 in meno la versione da 8 giga); mentre quello da 4 giga andrà fuori produzione. Già in vendita il nuovo iPod touch, che ricorda molto l’iPhone, sfrutta la tecnologia touch-screen e si connette a internet. Ed è stato ribattezzato, forse esagerando, da Jobs «una delle sette meraviglie del mondo».
Nuova anche la serie degli iPod nano. A poco dalla chiusura di Wall Street il titolo però cade del 3,77% a 138 dollari. Durante la presentazione la concorrente Microsoft ha annunciato il taglio del prezzo del lettore mp3 e video Zune. Il nuovo prezzo è di 199 dollari (50 in meno).
Ma ieri, per Apple, non è stata solo una giornata di annunci favorevoli. La catena televisiva della General Electric, Nbc, ha ufficializzato infatti l’abbandono del negozio on line iTunes, a favore di quello nuovo di Amazon, l’Unbox che debutterà, pare, il 17 settembre. Il music store di Apple era stato lanciato nel 2003, quando il download illegale cominciava a pesare enormemente sui fatturati dell’industria discografica. La questione era relativa al prezzo: Nbc intendeva vendere le proprie serie televisive, tra le quali i seguitissimi serial The Office, Heroes e 30 Rock, al prezzo che voleva. Mentre sulla piattaforma di Jobs i prezzi sono decisi da Apple.
L’abbandono di Nbc dimostra dunque che le cose possono cambiare e si può lasciare il negozio on line di musica e filmati più visitato al mondo.
Sempre ieri è uscito un report di Dresdner su Nokia, che in merito alle società del settore comincia a parlare del «fantasma di una bolla». Rim, la produttrice del BlackBerry, Apple e Nokia capitalizzano 110 miliardi di dollari. Nel report viene segnalato che ogni annuncio di novi prodotti, la scorsa settimana l’Ovi di Nokia e ieri Apple, trascini all’insù tutto il settore. Nell’ultimo anno Rim ha incassato ben 23 buy (pari al 65,71% delle scelte degli analisti), Apple 24 (88,89%) e Nokia 31 (64,58%). E solo negli ultimi tre mesi Rim è balzato dell’87%, Apple del 55% e Nokia del 47 per cento. E tutto questo dovrebbe far pensare gli investitori.
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categoria: apple, ipod, iphone, steve jobs


giovedì, 06 settembre 2007

Cd «tarocchi», venditori più veloci della polizia

La guerra alla pirateria musicale si fa per strada e non solo. Ad essere sequestrati sono anche i centri di masterizzazione, non solo i distributori al dettaglio, che spesso fuggono abbandonando la merce. Ma nonostante tutto, nel nostro paese, il fenomeno è in continua crescita. E le prefetture, nel primo semestre del 2007, hanno emesso complessivamente sanzioni amministrative connesse alle violazioni penali per oltre 20 milioni di euro.
A confermarlo sono i dati diffusi dalla Federazione contro la pirateria musicale (Fpm): nei primi sei mesi dell’anno sono stati sequestrati circa 820.000 cd musicali pirata e oltre 400.000 dvd musicali masterizzati. Colpite molte centrali di masterizzazione (il 17% del totale delle operazioni di polizia sono state condotte sui laboratori clandestini), con un netto incremento nel numero di duplicatori sequestrati (+122% rispetto al periodo analogo del 2006). In calo, al contrario, il numero di arresti e denunce, che diminuiscono rispettivamente del 24% e del 43 per cento. Tale calo va imputato ad un’ulteriore contrazione del fenomeno della vendita abusiva nelle strade cittadine, con maggiori controlli e spesso con l’abbandono della merce da parte dei venditori abusivi in fuga. Maggiore efficacia si è vista nell’opera di prevenzione condotta tramite lo smantellamento delle centrali di duplicazione. La Campania si conferma ancora la capitale italiana nella produzione e diffusione di prodotti musicali contraffatti con oltre 540.000 supporti illegali sequestrati, seguita a ruota dal Lazio (450mila) e dalla Sicilia con 150mila. In aumento i sequestri nei confronti delle vendite abusive in rete, con decine di interventi su aste on line. In crescita anche le operazioni contro la pirateria legata ai sistemi di file sharing (p2p), con più di 50 soggetti denunciati e oltre 250.000 file musicali condivisi o duplicati illecitamente sequestrati.
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Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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