note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
martedì, 30 ottobre 2007

"ANDARE, ANDARE, ANDARE". A CENA CON (IL GRANDISSIMO) ETTORE MO

Questo week end ho avuto la possibilità di incontrare il mitico Ettore Mo, senza dubbio il più grande inviato di guerra "vivente". Era al mio paesello per presentare il suo ultimo libro "Ma nemmeno malinconia" e ho passato alcune ore in sua compagnia. A 75 anni è un monumento vivente, ha raccontato tutte le guerre degli ultimi 25-30 anni, ha intervistato dittatori, signori delle guerra ed eroi. Tra questi il generale Massud, che con Mo passava le nottate a discutere anche di letteratura. E per trasmettere un pezzo erano necessari giorni a piedi, su trattori i muli. "Oggi uno con internet crede di avere tutta l'informazione che serve, e i giornalisti vengono costretti a rimanere in redazione: ma è impossibile raccontare senza essere presente, senza sentire l'odore della carne che brucia o l'eccitamento della folla". "Occorre dormire con i mujaheddin, mangiare con loro, per poterli raccontare. Bisogna andare, andare, andare".
Se qualcuno fosse interessato al giornalismo, Mo consiglia: "Mollare tutto e andare subito in Sudamerica, un continente ricco di storie da raccontare".
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lunedì, 29 ottobre 2007

110 ANNI DI STORIA (MOGGI A PARTE) TRA PLATINI E WARHOL

img_platini1
















L’arbitro dell’allora Germania Ovest Volker Roth ha una macchia indelebile nella sua carriera: aver annullato uno dei più bei gol della storia del calcio. Era l’8 dicembre 1985, finale di Coppa Intercontinentale tra Juventus e Argentinos Junior. La protesta «regale» di Michel Platini, autore della prodezza dal limite dell'area, è passata alla storia. Questa foto, assieme a molte altre, è presente all’interno della mostra «Juventus. 110 anni a opera d’arte », che fino al 2 dicembre, celebrerà la storia della Vecchia Signora. Alle opere di straordinari artisti del passato e del presente, come Pinturicchio, De Chirico, Andy Warhol, Lucio Fontana, vengono accostati i campioni e i momenti indimenticabili della storia bianconera. L’esposizione è ospitata a Palazzo Bricherasio (Torino) e il ricavato andrà in beneficenza alla Fondazione Sant’Anna.
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giovedì, 25 ottobre 2007

UN PAESE CIVILE

Propongo che l'Italia come Stato indipendente sia abolito e che diventi una colonia di un Paese civile. (Oliviero Toscani)

via Coffeeplease
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giovedì, 25 ottobre 2007

Tlc, la chiave per l’Italia passa da 3

L’ad Novari: «Gli azionisti stanno esaminando proposte di operatori non presenti sul mercato». Si sgonfia la febbre su Tiscali, ancora in attesa dell’aumento

Su Tiscali e 3 soffia il vento delle acquisizioni. In entrambi i casi, a scaldare il mercato è l’interesse verso Italia dichiarato dal gigante delle tlc Deutsche Telekom, i cui manager hanno lasciato capire di essere favorevolmente orientati verso le due società di telefonia fissa e mobile. Nel caso di Tiscali, inoltre, ad accendere le polveri contribuisce l’ipotesi di un aumento di capitale ancora in stand by. Deliberato dal board in estate, l’operazione da 220 milioni non è ancora stata sottoposta all’assemblea (su un valore di Borsa attorno al miliardo). Non è escluso che la ricapitalizzazione sia congelata in attesa di un prossimo ingresso nell’azionariato. O di una scalata. Alimentata anche da diversi report (tra cui Allianz Bank). Per Centrosim, «nel caso di acquisto di tutti gli asset di H3G, per DT potrebbe avere senso rilevare l’intera Tiscali visto che anche nel mercato inglese T-mobile è scoperta sul segmento broadband». Dunque, al centro del mirino ci sarebbero le attività di Londra. E anche per quelle, peraltro, i passi della ricapitalizzazione sono in stand by: dopo l’acquisizione di Pipex, in agosto si era raggiunto un accordo con Management & Capitali (M&C) per un ingresso da 50 a 165 milioni negli asset britannici. Da allora, tuttavia, anche su questo fronte nessun passo avanti ufficiale. Il risultato è che Tiscali finisce facilmente sulle montagne russe in Borsa. Ieri è arretrato (-1,65%, a 2,38), ma il titolo aveva vissuto un martedì da leoni, in cui ha registrato un rialzo del 4,68% e un boom negli scambi (triplicati a 18 milioni di pezzi, rispetto alla media dell’ultimo mese).
Il nome di Dt si legge in controluce anche nelle dichiarazioni dell’ad di 3 Italia, Vincenzo Novari: «C’è interesse - ha detto - da parte di una serie di grandi gruppi al momento non presenti in Italia». Il manager ha parlato ieri in occasione dell’inaugurazione, con il ministro Paolo Gentiloni, dei nuovi studi della tv mobile di 3 a Milano. «Ci sono probabilmente anche dei contatti, ma gestiti da azionisti, non dal management», ha dichiarato a Bloomberg News.
Intanto in casa 3 proseguono gli investimenti (280 milioni fino ad oggi nella tv mobile) e progetti. Entro l’estate del 2010 è previsto lo sbarco nel digitale terrestre: «Diventeremo un editore integrato nella tv digitale». La prossima estate verranno lanciati due nuovi canali tv (uno generalista, l’altro per i giovani), che poi passeranno al digitale terrestre. Sullo scorporo della rete, Novari ha detto: «Non è una panacea, ma occorre vigilare sull’esternalizzazione della rete».
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giovedì, 25 ottobre 2007

Socotherm prepara il piano triennale «Tubi e fotovoltaico»

La società veneta di Zeno Soave sta lavorando con Bain & Company al business plan. Verso la soluzione il contenzioso (con Saipem?) per diversi mln di euro

«Entro Natale presenteremo agli analisti il business plan triennale». Zeno Soave, ceo e presidente di Socotherm, ha annunciato a Finanza&Mercati che il management della società sta lavorando, in stretto contatto con Bain & Company, alla realizzazione del piano industriale. Il core business della società quotata, specializzata nel rivestimento di tubi per il trasporto di gas, petrolio e acqua, rimarrà tale («l’intenzione è quella di continuare a crescere ulteriormente») e nel piano entrerà anche il fotovoltaico. «In Italia c’è una grossa domanda di pannelli solari - prosegue Soave - ma occorre arrivare per primi e in modo intelligente. Stiamo valutando anche con il nostro partner americano». Il target 2007 del fatturato resta «confermato a 350-360 milioni di euro». Nella trasferta siciliana Soave ha inaugurato a Pozzallo (Ragusa) un nuovo stabilimento, che sfrutta anche l’energia solare, che copre un’area di 128.000 metri quadrati, a pochi passi dal porto. «C’è un grosso fermento nel Nord Africa, area che guardiamo con grosso interesse», spiega Soave. A primavera del 2008 partiranno i lavori per un totale di 800 chilometri in Libia, Algeria e Tunisia. E la società veneta è pronta a partecipare alle gare. Nel frattempo dal Mare del Nord arrivano indiscrezioni che vedrebbero Socotherm nella shortlist a due, per aggiudicarsi il maxi progetto sul Baltico. Nord Stream prevede il collegamento tra Vyborg (Russia) e Greifswald (Germania) per 1.200 km. La commessa è di 800 milioni in tre anni e presto è atteso il nome del vincitore. Nel caso di vittoria Socotherm è pronta a investire 60 milioni per potenziare i tre stabilimenti nel Nord Europa. Infine, si avvicina la soluzione del contenzioso da decine di milioni di euro che Socotherm aveva già contabilizzato nel bilancio 2006. La questione è relativa al progetto Dolphin ed è nei confronti di un partner importante. Secondo indiscrezioni, potrebbe essere Saipem, gruppo con cui Socotherm mantiene da sempre ottimi rapporti. Questo lascia pensare a problemi contingenti e probabilmente superabili. Nei giorni scorsi sono stati nominati i tre componenti del collegio arbitrale a Londra.
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mercoledì, 24 ottobre 2007



20.000 passengers
grazie!!!


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mercoledì, 24 ottobre 2007

NOI CHE... RICORDI ORIGINALI, MA MAGARI NON ORIGINALISSIMI

Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda colore". 
Noi che facevamo "Palla Avvelenata". 
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera". 
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento". 
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando (e anche i primi Sì). 
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. 
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato
nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le
dita in bocca. 
Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza. 
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per
tutta casa. 
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la
bella della bella.. 
Noi che giocavamo a Forza 4. 
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini. 
Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto". 
Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte. 
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, ci toccava Riavvolgere
il nastro con la BIC. 
Noi che avevamo i cartoni animati belli. 
Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza. 
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
formaggino. 
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul
terrazzo. 
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al
compagno. 
Noi che si andava in cabina a telefonare. 
Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano. 
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra. 
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire
tardissimo. 
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. 
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4. 
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli. 
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2. 
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa Era il
terrore. 
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. 
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. 
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. 
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM. 
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days. 

da Roc, giornalista marchigiano doc
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martedì, 16 ottobre 2007

Philips, si spengono tutte le luci

Il crollo dei profitti di Philips (da 4,24 miliardi a 331 milioni), dopo la plusvalenza registrata l’anno scorso grazie alla vendita della divisione semiconduttori, e l’abbassamento del target della divisione medica, affondano il titolo in Borsa. Ieri a Amsterdam Philips ha registrato una perdita del 5,66%, chiudendo a 30,33 euro, la maggiore degli ultimi 4 anni.
Dal quartier generale di Eindhoven sono stati resi noti i dati del trimestre della società olandese. Philips aumenta il fatturato, che ha registrato un incremento del 7%, attestandosi a 6,52 miliardi. Mentre l’ebitda è salito a 438 milioni, pari al 6,7% del fatturato, rispetto ai 71 milioni, pari all’1,1% del fatturato del terzo trimestre del 2006. Gli utili non raggiungono le stime degli analisti, fissate a 387 milioni.
Per Gerard Kleisterlee, presidente e ceo della società di prodotti elettronici di largo consumo, «è particolarmente incoraggiante rilevare che vi è una crescita importante in molte delle nostre aree strategiche, ad esempio i mercati emergenti dell’America Latina, Cina e India». La divisione medica e diagnostica, invece, non rispetta i target di crescita, che vengono abbassati dal 6 al 4 per cento. Intanto, su voci di un interessamento alla società tedesca di distribuzione Medion, quest’ultima a Francoforte ha guadagnato fino al 7,3 per cento.
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venerdì, 12 ottobre 2007

Tagli editoria, oggi il ddl in consiglio
Prevista battaglia per l’approvazione

Il relatore Ripamonti contro i «finanziamenti a società quotate». Il gruppo Espresso: «Con la Fieg contro il governo». Mazzuca (direttore Qn): «Nuova tegola sulla libertà di stampa»

Le società editoriali per ora preferiscono il silenzio, in attesa di conoscere la versione definitiva del ddl. La bozza del decreto è stata limata ieri e la versione definitiva era pronta pochi minuti dopo le 18. Questa mattina, nel Consiglio dei ministri, verrà discussa e approvata.
Come anticipato da Finanza&Mercati in totale saranno 217 i milioni di euro, sotto forma di contributi diretti e agevolazioni postali per gli abbonamenti, che nei prossimi quattro anni non entreranno nei bilanci delle società editoriali. I tagli sono pari al 7% dei contributi diretti, cui poi vanno aggiunti quelli indiretti.
Ma il consiglio di questa mattina si preannuncia caldo. «Dobbiamo confrontarci con il governo per trovare soluzioni - ha dichiarato ieri il senatore del Verdi Natale Ripamonti, relatore del decreto - perché non va bene un taglio che colpisca la piccola editoria e le cooperative. È inammissibile che i finanziamenti arrivino anche ai grandi giornali o a società quotate in borsa».
Dal gruppo Espresso confermano a F&M la posizione della Fieg («ennesimo intervento a danno di un settore che attraversa profondi mutamenti e che richiederebbe maggiore sostegno»). «Ci rifacciamo in toto alla posizione della Federazione editori, che critica la posizione del governo». Per Giancarlo Mazzuca, direttore del Quotidiano Nazionale (gruppo Poligrafici Editoriale), «si tratta di una nuova tegola per l’editoria italiana e sulla libertà di stampa». «Alcuni provvedimenti della proposta sono anche condivisibili - spiega a F&M il direttore - Ma la decisione punisce principalmente gli editori ‘puri’ come il nostro, in un settore che soffre molto la mancanza di pubblicità».
Rcs e Caltagirone, sentiti sull’argomento, preferiscono invece non commentare e attendere le decisioni ufficiali del governo. La questione dei tagli all’editoria sta scaldando la situazione. Al punto che anche i giornalisti cominciano a parlare di sciopero. «Siamo pronti ad ogni iniziativa necessaria per cancellare le norme inique», ha minacciato ieri il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi.
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venerdì, 12 ottobre 2007

La password? In Europa è troppo prevedibile

Una persona su quattro rischia di cadere vittima di una truffa online o di un furto d’identità. McAfee, società americana che produce software e servizi di sicurezza, ha pubblicato i risultati di una ricerca che evidenzia una gestione delle password in Europa a dir poco «inefficiente». La scelta per la «parola nascosta» cade infatti, troppo spesso, sul nome di un animale domestico, un hobby, cognome della mamma e la data di nascita di un familiare. «Pericolosi» sono i siti di social networking, come ad esempio Facebook, MySpace e blog, dove sono contenute buona parte di tali informazioni alla luce del sole. Ma l’usanza più diffusa è quella di non cambiare mai le password: il 59% degli intervistati infatti dichiara di usare sempre (o quasi) la stessa parola per tutto. Aumentando così il rischio di rivelare la completa identità qualora la password venisse sottratta o individuata.
Oltre al 43% della gente che non cambia mai la propria password, la ricerca di McAfee rileva che il 16% la cambia una volta all’anno e solo l’11% la modifica tre volte l’anno, la scelta consigliata per contrastare i furti d’identità.
Nonostante i numerosi avvertimenti a fare il contrario, lo studio dimostra che il 22% della gente utilizza password semplici, composte solo da caratteri alfa. Tra gli internauti europei, sono i francesi quelli che utilizzano password più monotone. Poi Spagna, Italia e Gran Bretagna. I più «sicuri» sono i tedeschi, il popolo più scrupoloso nella scelta della parole segrete.
E la stessa poca attenzione riservata ai pc passa facilmente anche al cellulare. Quasi due terzi degli intervistati (61%) dichiara infatti di non avere un codice pin per proteggere i propri dispositivi. Di quelli che hanno un codice pin, oltre tre quarti (76%) non lo cambia mai e oltre un quarto (29%) utilizza le impostazioni di default.
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Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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