note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
mercoledì, 26 marzo 2008

Pechino sotto l’onda dei subprime

Icbc e Boc hanno reso noti i risultati 2007, con utili in crescita rispettivamente del 65 e del 31%, e le svalutazioni legate ai mutui Usa. Che ammontano in totale a oltre sei miliardi di dollari

Anche la finanza dell’ex Celeste Impero fa i conti con i subprime. Industrial and Commercial Bank of China (Icbc) e Bank of China (Boc) hanno reso noto le svalutazioni sugli asset ancorati al credito immobiliare americano ad alto rischio, che sono rispettivamente di 1,23 e cinque miliardi di dollari. Cifre che non preoccupano però i listini: ieri Icbc ha guadagnato il 3,62% a Shanghai, mentre Boc ha fatto meglio, con un balzo del 7,28% alla Borsa di Hong Kong.
La quantificazione dei writedown è stata resa nota in occasione della presentazione dei conti. La più grande banca al mondo per valore di mercato, Icbc, ha registrato una crescita del 65% degli utili nel corso del 2007 a 81,5 miliari di yuan (pari a 7,4 miliardi di euro), sulla spinta di un aumento dei ricavi legati agli interessi e delle entrate per commissioni e tariffe. La performance è risultata inferiore alle attese degli analisti. In ogni caso l’attività del gruppo «non è stata intaccata» dalla crisi finanziaria che negli ultimi mesi ha comportato marcate difficoltà per diverse banche occidentali, in particolare in America. «Il risk management operativo resta su livelli prudenti se paragonato con quelli delle rivali, in Cina come all’estero», ha precisato Icbc.
Bank of China, terzo istituto di credito di Pechino, ha visto invece crescere l’utile del 31% a 56,25 miliardi di yuan (circa 5,2 miliardi di euro), superando le stime degli analisti. E anche le svalutazioni operate sono risultate minori rispetto alle aspettative, la metà di quelle che prevedeva il mercato.
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martedì, 25 marzo 2008

UN VENETO SUL GRANMA

Nella notte buia e tempestosa, tra il 24 ed il 25 novembre 1956, dal porto fluviale alla foce del Rio Tuxpan nel Messico, 82 uomini partirono su una bagnarola e sbarcarono a Cuba. Con Fidel e il Che c'era anche il veneziano Gino Donè Paro, morto ieri a 87 anni a San Donà di Piave. Qui la sua incredibile storia.
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mercoledì, 19 marzo 2008

UN CABARETTISTA NATO

Tra i nomi della mitica lista di Vaduz in Liechtenstein c'è anche quello di Carlo Sama, il cognato di Raul Gardini, titolare di un conto da cinque milioni di euro assieme ad alcuni esponenti della famiglia Ferruzzi, ex proprietari della Montedison. «È una strumentalizzazione sul mio conto — dichiara dall'Argentina —, del resto da 12 anni vivo a Montecarlo con la mia famiglia".
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martedì, 18 marzo 2008

LA CINA NON E' SOLA

Sulla questione Tibet il governo di Pechino ha un valido compagno di strada. La Russia ha espresso solidarietà verso il regime cinese.  Putin, di come fare con i dissidenti, se ne intende. Chiedete ai ceceni.
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lunedì, 17 marzo 2008

L’eco-ticket di British Airways pulisce l’aria a Pechino

Comprando un biglietto aereo (e viaggiando con British Airways) si finanziano centrali eoliche nella provincia di Gansu in Cina, oppure impianti idroelettrici a Santa Caterina in Brasile. Con l’emissione di un biglietto si ha infatti diritto a un credito di anidride carbonica da «spendere» per aiutare i Paesi in via di sviluppo. La compagnia area britannica ha reso noto un nuovo programma di «carbon offset» per la compensazione delle emissioni di biossido di carbonio, offrendo supporto contro la deforestazione e a favore della ricerca sugli effetti delle emissioni non-Co2 dagli aeromobili. L’Unione Europea impone infatti alle compagnie aeree di partecipare obbligatoriamente al programma di scambio delle quote di emissione a partire dal primo gennaio 2011. E British Airways è l’unica compagnia aerea al mondo ad aver già attivato il programma. Il tutto con certificazione Onu e con Morgan Stanley come partner.
«Il cambiamento climatico ha bisogno di grandi risposte: limitare le emissioni con aerei meno inquinanti, includere l’aviazione nel mercato di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica e stabilire standard a livello internazionale - ha spiegato Silla Maizey, a capo delle divisione Responsibility della compagnia - Noi ci stiamo portando avanti, e siamo inoltre felici di poter aiutare a proteggere le foreste pluviali, il cui valore è inestimabile, e di contribuire a risolvere una delle principali cause del riscaldamento globale». La compagnia, che si è posta come obiettivo la riduzione dei consumi del 25% entro il 2025, supporta inoltre le attività della Cambridge University con lo scopo di determinare gli effetti delle emissioni non-Co2 da parte dell’aviazione entro il 2012.
E anche la nuova sede del vettore, inaugurata ieri al Terminal 5 dell’aeroporto londinese di Heathrow alla presenza della Regina Elisabetta, rispetta l’ambiente. L’85% dei rifiuti prodotti sono stati recuperati e riciclati e il particolare tipo di cemento utilizzato nella costruzione ha permesso di risparmiare 60.000 tonnellate di Co2. Le facciate in vetro trasparente del T5 permettono di ridurre ulteriormente l’utilizzo di fonti di energia artificiali. Grazie a tutti gli accorgimenti è previsto un risparmio di circa 11.000 tonnellate di Co2 ogni anno. Inoltre l’acqua piovana e da falde acquifere raccolta presso il T5 sarà utilizzata per il fabbisogno operativo del terminal con l’effetto di ridurre del 70% la necessità di approvvigionamento presso la rete di distribuzione idrica.

E oggi le agenzie battono questo:
BRITISH AIRWAYS: NELLA BUFERA, FA VOLARE AEREI VUOTI
Quindicimila miglia, 340 tonnellate di carburante e 815 tonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera, il tutto per far volare tre aerei completamente vuoti: la British Airways è oggetto oggi di pesanti critiche per aver deciso di far partire, nell'arco di una sola settimana, tre voli sui quali non viaggiava alcun passeggero.
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lunedì, 17 marzo 2008

L'ULTIMO SUPERSTITE

Dismette la toga l'avvocato simbolo di Mani Pulite. E ultimo superstite di quegli anni. Giuliano Spazzali, reso celebre dal duello con l'allora pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro, difendeva Sergio Cusani nel processo Enimont. E la madre di tutte le tangenti, andate a tutti, Lega compresa (ma è stata rubata da ignoti, se non ricordo male).  D'Ambrosio ha scelto la strtada delle politica, mentre Colombo la poltrona più comoda di vicepresidente della Garzanti. L'altra sera al mio paesello ho rivisto e intervistato Piercamillo Davigo, altro protagonista delle indagini di Tangentopoli, ora giudice di Cassazione. Ora si scopre che Sama, pupillo di Gardini, ha ancora i soldi imbucati in Liechstein. Casualità. All'inizio degli anni 90 c'erano ancora Cuore e i socialisti. Un secolo fa.
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martedì, 11 marzo 2008

Carlyle tratta con gli investitori

Il fondo quotato del gruppo Usa potrebbe essere costretto a liquidare 16 miliardi di dollari Si cerca un’exit strategy. Problemi anche per Bear Stearns che a Wall Street perde fino al 17%

«Sull’orlo del collasso», per usare le parole del Wall Street Journal di ieri. Davanti al baratro si trova, per mancanza di liquidità, uno dei fondi gestiti dal grande private equity di Washington Carlyle. La scorsa settimana Carlyle Capital, fondo specializzato in investimenti ancorato ai mutui ipotecari e controllato dall’omonimo gruppo, non è riuscito a coprire le richieste di garanzie aggiuntive, margin call, da parte degli intermediari (per oltre 400 milioni di dollari). E ha così ricevuto una notifica di insolvenza. Domenica notte Carlyle Capital ha diramato un comunicato, nel quale si sottolinea come i suoi creditori potrebbero liquidare a breve i loro asset, per un ammontare di 16 miliardi di dollari. A meno che non venga raggiunto un accordo fra le parti sui rimborsi. E su questo piano sta lavorando la Carlyle. «Mentre le trattative proseguono, la società ha discusso e richiesto un accordo con cui i creditori si impegnino a non procedere al riscatto delle garanzie - si legge nel comunicato del gestore di fondi - Stiamo aspettando una risposta».
Dei 12 creditori, tra cui Citigroup e Bank of America, sottolinea il quotidiano Usa, alcuni stanno facendo il «gioco duro, mentre altri stanno negoziando una sorta di exit strategy». Intanto il titolo, quotato alla Borsa di Amsterdam, è sospeso da venerdì. La Afm, l’autorità olandese che vigila sui mercati azionari, ha chiesto nuove informazioni.
Problemi analoghi anche per Bear Stearns, che ieri perdeva anche il 17% a Wall Street, su voci di probabili problemi di liquidità e insolvenza. Subito negati dalla banca.
postato da tipsy alle ore 18:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 06 marzo 2008

Time Warner muove su Yahoo!

Da giorni i due board sarebbero in trattativa. Sul piatto un accordo di tipo industriale. Resta però favorita l’offerta multimiliardaria di Redmond. Yang posticipa l’assemblea degli azionisti

Sulla strada che porta Yahoo! a Microsoft, torna d’attualità anche il colosso dei media Time Warner. Tra i due gruppi, secondo quanto riferisce il Wall Street Journal ieri, negli ultimi giorni si sono intensificati i colloqui per contrapporre un’alternativa all’offerta della società di Redmond di un mese fa.
Sul piatto non ci sono però gli oltre 44 miliardi di dollari assicurati da Steve Ballmer, ma un accordo di tipo industriale, con sinergie per un miliardo di dollari all’anno. I colloqui verterebbero infatti su ipotesi che prevedono l’ingresso in Yahoo! della divisione internet di Time Warner, Aol, che da tempo ha perso smalto. Al colosso dei media farebbe capo una consistente quota di minoranza della nuova entità.
Il quotidiano Usa, però, precisa che le fonti considerano la scalata di Microsoft su Yahoo! come l’esito più probabile della vicenda. A inizio febbraio la società di Santa Clara aveva respinto l’offerta del gruppo del software fondato da Bill Gates, giudicandola troppo bassa.
Nel frattempo proseguono i contatti anche con l’altro invitato (di lusso) al tavolo delle trattative, il magnate australiano Rupert Murdoch. In questo caso, l’accordo sarebbe orientato a offrire a NewsCorp una partecipazione di Yahoo! in cambio di MySpace e di altri siti. Che la situazione sia intricata, e che tutte le soluzioni siano prese in considerazione, lo testimonia la decisione di ieri del numero uno di Yahoo!, Jerry Yang, di posticipare l’assemblea annuale. La data prevista per il 14 marzo dovrebbe slittare di almeno 10 giorni.
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mercoledì, 05 marzo 2008

Intel trascina giù gli indici hi-tech

È costato caro a Intel l’annuncio del profit warning: ieri il titolo del gruppo di Santa Clara è arrivato a perdere anche il 3% a Wall Street. E ha fatto sentire il suo peso in negativo anche in Europa, dove il tecnologico Djs Tech, con un calo del 3,74%, è stato il peggiore tra gli indici continentali (con molti big del settore in vistosa flessione: Infineon ha perso il 5,24%, Nokia il 5,15, Logitech il 4,55 e Alcatel-Lucent il 4,42%).
Ieri notte il numero uno mondiale dei semiconduttori ha abbassato le stime sui margini di profitto per il primo trimestre 2008, a causa della flessione superiore alle attese delle quotazioni dei microchip. A scendere sensibilmente sono infatti i prezzi delle memorie Nand, usate soprattutto in fotocamere digitali e lettori mp3. E quindi il margine di profitto per Intel è previsto ora al 54% (dal 56%), mentre le vendite sono confermate nella forbice tra 9,4 e 10 miliardi di dollari. Subito dopo l’annuncio le società di rating si sono adeguate: Goldman Sachs, Ubs e almeno altre dieci case d’investimento hanno tagliato le loro stime sull’utile della Intel.
Intanto dal salone di Hannover la casa di Santa Clara ha ufficializzato la nascita del brand Atom, chip in uscita entro la fine di questo trimestre e destinato ai palmari di nuova destinazione.
Sempre al Cebit, TomTom ha lanciato i navigatori intelligenti, i portable navigation device, da parabrezza. Mentre la rivale americana Garmin risponde con il Nüvifone, che unisce funzione telefoniche di ultima generazione (il 3G e mezzo), con software per la navigazione su strada e su Internet.
postato da tipsy alle ore 14:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 05 marzo 2008

Auto in frenata anche nel 2008

Al Salone di Ginevra i big dell’auto fanno le previsioni per il 2008, un anno che si preannuncia «tra stabile e in contrazione». Il gruppo Psa Peugeot-Citroën ha rivisto al ribasso le proprie stime per il settore in Europa, a causa della debolezza evidenziata in Gran Bretagna e Spagna. E il titolo del gruppo francese ha lasciato ieri il 5,88% a Parigi.
Su Bmw pesa invece il calo delle vendite di auto di lusso in Usa e la casa di Monaco accelera sulla bassa emissione, anche con diverse partnership allo studio. L’altra tedesca Daimler ha invece proseguito nella performance positiva in febbraio con un aumento delle vendite del 18% su base annua (a 96.600 unità).
Renault, invece, dichiara di non essere preoccupata per il futuro del mercato europeo dell’auto. Dichiarazioni all’insegna della cautela sono giunte anche dall’americana Gm. Mentre i vertici di Ford si attendono segnali di ripresa nella seconda metà dell’anno.
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Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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