note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
venerdì, 23 maggio 2008

APPUNTAMENTO IN AGENDA

Domani pomeriggio, intorno alle 15,30, devo ricordarmi che ho un appuntamento nella chiesa di Prozzolo (Venezia), da non mancare. Mi hanno detto di vestirmi bene, farmi la barba, ma non hanno aggiunto altro. C'è da firmare qualche carta e scambiarsi gli anelli, dicono. Poi la notte parto per 20 giorni in India, con la migliore compagna di viaggi Isa. A sfruttare la licenza matrimoniale. Ci si rivede a metà giugno.

Immagine 370
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martedì, 20 maggio 2008

Microsoft vuole Yahoo! da alleato

Le trattative fra le due società sarebbero centrate sulla creazione di una partnership o joint venture per la pubblicità online. Intanto il ceo Ballmer è «bersaglio» di uova in Ungheria

L’interesse per Yahoo! non è tramontato. E Microsoft, che due settimane fa aveva abbandonato il tavolo delle trattative, torna a provarci. Mentre il ceo Steve Ballmer è vittima di un lancio di uova da parte di un contestatore in un’università ungherese, i suoi uomini continuano a trattare.
L’obiettivo però cambia: ora si punta a stringere un accordo per dare vita a un’alleanza basata sull’online. Secondo indiscrezioni, le trattative fra Microsoft e Yahoo! sarebbero centrate sulla creazione di una partnership o joint venture nel campo pubblicitario online, dove Google solo negli Usa controlla il 60 per cento. Nello scoprire le sue intenzioni Microsoft ha precisato che le trattative per il momento non riguarderanno «l’acquisizione dell’intera società». E Redmond si è comunque riservata «il diritto di riconsiderare l’alternativa a seconda degli sviluppi delle negoziazioni».
La mossa dimostra il bisogno del colosso informatico di Bill Gates di creare una forza internet in grado di fronteggiare e scalfire il dominio di Google. E che, allo stesso tempo, arriva pochi giorni dopo l’intervento di Carl Icahn: il miliardario ha acquistato 59 milioni di titoli Yahoo! e ha subito iniziato a far pressione affinché venissero riaperte le trattative con Microsoft. Nel ruolo di azionista attivo in diverse società, Icahn ha più volte chiuso con successo le proprie battaglie. Yahoo! non si scompone e ribadisce che prenderà in considerazione ogni possibile offerta, senza preclusioni di sorta.
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categoria: google, microsoft, bill gates


martedì, 13 maggio 2008

LE DELEGHE DI GIOVANARDI

L'Italia intera, e anche qualche vispo osservatore straniero, si chiedeva come mai il nuovo Governo Berlusconi non si avvalesse delle competenze di Carlo Giovanardi, folgorato sulla via di Arcore (e abbandonato a poche settimane dal voto il fido Casini) per un posto da ministro. Ed ecco risolto l'arcano: ieri il premier gli ha dato la carica di sottosegretario, con deleghe a Famiglia, Droga e Servizio Civile. Appresa la notizia, mi sono deciso: mette su famiglia entro 15 giorni. E quasi-quasi mi drogo. Purtroppo per il servizio civile sono fuori quota.
postato da tipsy alle ore 11:17 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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lunedì, 12 maggio 2008

Bpt, l’hi-tech nasce in Padania Valley

Dal mitico Lisio Polzner, inventore di Flint, l’accendigas presente in tutte le cucine, al nipote Sandro Marcorin, leader della domotica e della videosorveglianza. Presto gli uffici saranno aperti dalle 8 alle 23. E ciascuno sceglierà l’orario di lavoro preferito. In riva al Tagliamento si respira un po’ del clima di Google

Ha un’idea in mente, che presto farà diventare realtà: uffici aperti dalle 8 alle 23. E ognuno sarà libero di andare al lavoro quando preferisce. Il tutto in un contesto aziendale nuovo, con cucina, zone relax e palestra.
Mentre nella Silicon Valley questo tipo di organizzazione è ormai un «dovere», portarla sulle rive del Tagliamento, se non è una rivoluzione, poco ci manca. Qui, tra Veneto e Friuli, ha le radici la Bpt, acronimo di Brevetti Plozner Torino, società fondata nel 1953 da Lisio Plozner, che aveva deciso di emigrare in Piemonte portando con sé solo le proprie idee. Con un obiettivo: creare tecnologia innovativa nella città dell’auto.
Sotto la Mole le intuizioni del fondatore, apparentemente semplici a guardarle ora, si trasformarono però in un autentico successo economico: dal campanello retroilluminato, al mitico accendigas piezoelettrico Flint, tutt’ora in produzione, che ha acceso il fuoco in tutte le cucine degli italiani. E non solo. Nel 1961 Plozner decide il ritorno nel NordEst.
Il nipote Sandro Marcorin, 35 anni ad agosto prossimo, è amministratore delegato della Bpt, leader nella domotica, ovvero nella realizzazione di sistemi elettronici e di videosorveglianza per la casa. Con una forte propensione all’estero: il 46% del fatturato arriva infatti fuori dall’Italia, ed è pronto a salire oltre la metà nei prossimi anni.
Perito aeronautico, brevetto di pilota, Marcorin avrebbe voluto entrare in Accademia Aeronautica. Cresciuto a pochi passi dalla base delle Frecce Tricolori a Rivolto (Udine), il contagio è stato automatico. Ma nel 1996 è arrivata la «chiamata», da una persona a cui il giovane non poteva dire di no. Quella del nonno. Per lui era pronto un posto «sicuro», da operaio in officina. «Sono entrato dalla porta di servizio - spiega il giovane ad - Scelta migliore mio nonno non poteva fare». Poi ha fatto esperienza in tutti i rami dell’azienda, passando dall’ufficio tecnico a quello estero, fino alla poltrona più importante. Sempre sotto l’occhio vigile del braccio destro del nonno, Bruno Morandini, ora vicepresidente. Allo stretto collaboratore, Lisio Plozner aveva concesso un po’ di azioni e il compito di scegliere il suo successore nel momento in cui fosse venuto a mancare.
La singolare governance adottata tutt’ora in azienda è stata ideata proprio dal nonno. Mentre le società introducono nuove poltrone con il duale, alla Bpt c’è un’unica regola: una sola famiglia conduce la società, il ramo escluso viene liquidato. E all’interno dell’azienda lavora un solo componente per famiglia. Così ha deciso il nonno e così è stato. Sandro Marcorin, con il suo progetto industriale, ha convinto il board diventando nel 2002 il nuovo ad. «Fuori» dalla Bpt, prima la famiglia della zia e quindi la sorella Rebecca, psicologa, e la moglie Eliana. Sopra di lui c’è un presidente esigentissimo, la mamma Vanilla, una delle quattro figlie di Lisio Polzner.
E nella testa di Sandro Marcorin c’è sempre la quotazione. La scorsa estate, a poche settimane dal debutto in Borsa, è stata bloccata a causa delle turbolenze dei mercati. «Ma quando la situazione internazionale lo permetterà, saremo pronti». Anche grazie a due recenti acquisizioni, che hanno fatto evolvere il dna aziendale verso nuovi progetti industriali, quelli dell’illuminazione, complementari ai sistemi domotici. «Per cogliere il trend espansivo in atto, specie in Medio Oriente». Nel gruppo sono recentemente entrate Domino Sistemi (Massa) e LedGo (Pordenone). La prima è attiva nel lightning, con una forte presenza in Medio Oriente, dove ha realizzato l’impianto dell’isola artificiale La Palma a Dubai. LedGo è invece una società nata da uno spin off tecnologico, attiva nella produzione di led.
La Bpt ha sede a Cinto Caomaggiore (Venezia), 5.000 anime nel cuore del Nordest, uno dei cinque comuni del Veneto che hanno fatto infuriare il governatore Giancarlo Galan, votando l’annessione al Friuli-Venezia Giulia. Ma un piede oltre il confine l’azienda l’ha già messo, spostando lì il centro di ricerca e sviluppo, nel quale Marcorin ha investito fino a ora 15 milioni di euro. E la friulanità è anche nell’assetto societario: la finanziaria regionale Friulia ha il 10%, pronta a cedere la quota (e monetizzare l’investimento) in caso di quotazione.
I numeri del 2007 testimoniano la crescita di Bpt. Il fatturato è salito a 54,7 milioni di euro (+8,2% sul 2006), mostrando un incremento in tutti e tre i settori in cui è attiva: videocitofonia e domotica (+10,2%), termoregolazione (+1,1%), allarmi e videosorveglianza (+6,6%). E con il mercato dell’illuminazione conta di aumentare il fatturato di 12 milioni nel 2008. Ma il grande sogno di Marcorin è un altro: portare più persone possibili a vivere nel Villaggio digitale. «La domotica ci permette un’abitazione più confortevole e a misura d’uomo - spiega - Consentendoci la gestione degli impianti da remoto o da locale, monitorando videosorveglianza, antincendio, antintrusione e controllo accessi e di gestire telefonia e videocitofonia, tutto con un solo dispositivo». E, ovviamente, costruirci il nuovo business.
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venerdì, 09 maggio 2008

L'ECONOMIA USA NON TIRA PIU'

The federal government is sending each of us a $600 rebate. If we spend that money at Wal-Mart, the money will go to China. If we spend it on gasoline it will go to the Arabs. If we buy a computer it will go to India. If we purchase fruit and vegetables it will go to Mexico, Honduras, and Guatemala. If we purchase a good car it will go to Japan or Germany. If we purchase useless crap it will go to Taiwan and none of it will help the American economy.

The only way to keep that money here at home is to spend it on prostitutes and beer, since these are the only products still produced in the US.

I've been doing my part, and I thank you for your help,
Governor Eliot Spitzer (Governor, New York) 
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Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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