Gazprom, rivoluzione d’ottobre
Il colosso energetico annuncia la vendita di Gazprombank e il taglio degli investimenti di lungo termine. In attesa della visita di Gheddafi
Gazprom è pronta a rivedere la sua strategia complessiva e prepara la dismissione della banca di casa, Gazprombank. In vista della prossima riunione del board, che si terrà a dicembre, escono i primi particolari della rivoluzione del colosso energetico. Che deve fare i conti con la crisi finanziaria che ha colpito i mercati internazionali. «Il board dovrà soprattutto prendere in esame il budget a tre anni alla luce delle nuove condizioni di mercato», ha detto Andrei Krouglov, vice amministratore delegato e direttore del dipartimento finanze di Gazprom, aggiungendo che il gruppo non ha intenzione di modificare la propria politica sui dividendi.Porsche lancia Vw a Francoforte
Wolfsburg guadagna il 146% dopo che Stoccarda annuncia di voler salire al 75% del capitale. Sul rally (nella seduta il titolo va oltre il 200%) incidono anche le speculazioni allo scoperto
Nel mondo prosegue il tracollo dei listini, ma Volkswagen riprende a correre, recupera il terreno perduto e tocca nuovi record. Ieri, il titolo di Wolfsburg ha chiuso in progresso del 146,62% a 520 euro a Francoforte, dopo aver sfondato quota 200% in giornata. Ennesimo rally, per Volkswagen, che ancora una volta è stato scatenato da Porsche. Stoccarda, infatti, domenica annunciava di voler salire fino al 75% del capitale di Wolfsburg nel 2009.Alico, l’agente che non gioca con la finanza ma paga i conti di Aig
«Non abbiamo derivati, ma un indice di solvibilità del 140%», spiega Robert Gauci numero uno della controllata italiana di Aig, il colosso salvato in Usa con un maxiprestito.
«Aig è un brand complesso, fatto di tante società differenti, nel mondo sono circa 400». Trovare un colpevole unico per il buco miliardario non è per nulla semplice. «Credo che non esista una sola risposta, ma ritengo che la parte finanziaria del gruppo abbia commesso gli stessi errori di tanti altri operatori che oggi stanno soffrendo».Gb, maxi piano da 500 mld di sterline
Operazione congiunta Governo e Boe per salvare 8 istituti, tramite l’apporto di equity, iniezioni di liquidità e linee di credito. Londra: «Un passo in avanti, ma non sarà il solo»
Londra vara un massiccio piano di salvataggio degli istituti di credito del Regno Unito. Nel complesso, metterà sul piatto 500 miliardi di sterline (pari a 640 miliardi di euro), con un piano di dimensioni relative superiori a quello messo in piedi da Washington. Di fatto, si tratta della nazionalizzazione del sistema bancario britannico in drammatica crisi di liquidità. L’operazione, studiata fino all’alba di ieri mattina tra Downing Street e la Boe, si compone di tre azioni concertate tra Governo e Bank of England. Gli obiettivi: fornire sufficiente liquidità nel breve termine; mettere a disposizione degli istituti di credito impegnati nel comparto immobiliare nuovi capitali per gli swap tra mutui e Treasury; assicurare al sistema i fondi per i prestiti a medio termine.Fmi: «Un terremoto da 1.400 miliardi si è abbattuto sui mercati»
Per il Fondo al banking servono altri 675 mld «2009, Italia e Uk in recessione». Fair value Ok
Sui mercati mondiali si è abbattuto un «terremoto senza precedenti», che costerà 1.400 miliardi di dollari. Il Fondo Monetario Internazionale ha reso note le pesanti stime della crisi, sottolineando che a fine settembre le svalutazioni hanno raggiunto 760 miliardi, di cui 580 a carico di banche.Europa, aiuti di Stato in ordine sparso
Fed, 900 mld i crediti extra alle banche
Alla vigilia dell’Ecofin, ieri diversi Paesi hanno lanciato piani di garanzia «autonomi». Scelta che fa arrabbiare la Bce. E il Tesoro Usa annuncia nuovi titoli di debito per 100 mld di $
Berlino, Dublino, Copenhagen, Atene, Stoccolma e Reykjavik hanno annunciato misure miliardarie a difesa dei propri risparmiatori, mentre Washington ha rivisto (al rialzo) le stime degli aiuti pubblici. Da una parte all’altra dell’Atlantico, nuova pioggia di misure di Stato per arginare la crisi dei mutui. Ma in ordine sparso, senza una regia comune.