note a margine

"I giornalisti informano i fatti. Disinformano. Diffamano. Calunniano. Il mondo frana sotto i loro piedi, si inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto è per loro intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera".
Carmelo Bene
lunedì, 19 febbraio 2007

Londra capitale mondiale dell’affitto  

Cushman & Wakefield stilano la classifica delle locazioni: in testa la capitale inglese con 2.000 euro a mq all’anno, Mumbai sale di sei posizioni mentre Milano è all’ottavo posto

È Londra la capitale mondiale per il costo degli affitti degli uffici. Per un metro quadrato nel West End District della capitale inglese sono necessari 2.009 euro all’anno. A testimoniarlo è l’ultima edizione dell’Office Space Across the World, la ricerca svolta a livello mondiale sui prezzi delle location a uso ufficio pubblicata dalla società di consulenza immobiliare Cushman & Wakefield.
La cifra da sborsare a Londra è superiore del 35% a quella pagata nella seconda città più costosa, Tokyo (1.493 euro), poi seguono Hong Kong (1.448) e Parigi (1.011). La ricerca è stata effettuata confrontando i costi di occupazione degli uffici in 211 location chiave in 51 Pesi del mondo. Per trovare la prima città italiana, Milano (698 euro) occorre scendere all’ottavo posto della classifica, subito dopo Mosca, con 787 euro per metro quadro all’anno.
Tra le città che hanno registrato un forte aumento c’è Dublino e Mumbai. La capitale finanziaria dell’India ha scalato ben sei posizioni nella classifica, ora è al quinto posto. Mentre la città irlandese offre ben due zone esclusive tra le prime 10 città europee.
Nel panorama internazionale degli affitti per uffici il 2006 è stato caratterizzato da una buona ripresa del mercato, con un aumento generale dei canoni di locazioni pari al 12,3%, il tasso più alto degli ultimi cinque anni. La spinta verso l’alto è stata favorita dalla sostanziale mancanza di location e quindi dalla forte richiesta del mercato.
«L’aumento che abbiamo registrato nel costo di occupazione di uno spazio a uso ufficio nelle location più importanti al mondo è stato il più rapido in assoluto, a partire dalla svolta ascensionale del ciclo economico degli immobili avvenuta nel 2001. Tutto questo grazie allo sviluppo dei mercati finanziari», spiega Elaine Rossall, autrice della ricerca e responsabile Business space research consultancy per Cushman & Wakefield nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa).
Se si guardano le diverse macroaree con cui è stato diviso il mondo si nota che il mercato degli uffici in Europa ha registrato un andamento positivo (9,2%), spinto dalle attività corporate, grazie all’aumento del tasso occupazionale, che costituiscono il principale motivo dell’aumento della domanda. I settori trainanti sono i servizi bancari, finanziari e di consulenza. Nell’est Europa si conferma il buon andamento con tassi superiori alla crescita europea, specie in Romania, Lituania e Bulgaria. Dall’altra parte dell’Atlantico, sono gli Stati Uniti ad aver registrato la migliore performance in termini di disponibilità e aumento dei canoni di locazioni dal boom degli anni 90. Mentre il Brasile ha registrato l’aumento più elevato con il 42 per cento. Bene anche l’Argentina. Tra le zone che hanno registrato un alto tasso di crescita (il 29%) c’è anche la regione Asia-Pacifico con India, Singapore, Hong Kong, i mercati più forti. Qui e in Cina a trainare il mercato sono soprattutto le multinazionali che stanno delocalizzando.
Per quanto riguarda invece l’Italia, Milano e Roma sono le città predominanti per la clientela internazionale, anche se altre città si stanno affacciando nel panorama: Bologna, Napoli, Torino e Padova. Le zone più costose in Italia sono via Montenapoleone a Milano (2.450 euro al metro quadro annuo) e via Condotti a Roma (2.400 euro). A Milano è presente in maggioranza una clientela corporate internazionale, a Roma prevalgono invece i clienti nazionali e uffici pubblici. In particolare Milano soffre della mancanza di spazi disponibili: rispetto al 2005 sono aumentati di 250mila metri quadrati disponibili, ma insufficienti per soddisfare il mercato. E una soluzione si attende nel completamento del quartiere di Santa Giulia, destinato a rivoluzionare il mercato.
E una nuova tendenza sta modificando il mercato: si stanno attuando piano di sviluppo aggressivi da parte delle multinazionali che »vogliono» una vetrina nei luoghi più esclusivi della città
Le prospettive del 2007, secondo Cushman & Wakefield, confermano una crescita stabile, ma disomogenea. Guardando il pil delle varie regioni, l’Asia continuerà a guidare la crescita economica, l’Europa dovrebbe registrare un andamento superiore alla media mondiale e gli Stati Uniti registreranno un rallentamento nella seconda parte dell’anno. Per gli affitti dunque, sono attesi ancora rialzi.

su Finanza&Mercati di sabato

postato da tipsy alle ore 20:35 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: cina, londra, russia, affitti, shanghai, cushman & wakefield


Nicola Brillo

Utente: tipsy
Nato a Venezia nel 1976, mi sono laureato in Giurisprudenza a Bologna. Sposato, abito tra la Riviera del Brenta e Milano. Ho praticato alcuni sport, tutti con il medesimo insuccesso. Sono appassionato di cinema e musica, in particolare se hanno scarso successo di pubblico. Amo leggere e viaggiare, solo se in buona compagnia. Ho collaborato a Bologna con Il Resto del Carlino (cronaca, spettacoli), Il Gazzettino di Venezia (cronaca, sport, spettacoli), Il Giornale (redazione economia), con alcuni quotidiani on-line e Finanza&Mercati. Scrivo di It (ma con moderazione, ne ho rispetto). Parlo l'inglese, leggo il francese e ascolto lo spagnolo.


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